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Messina, riprendono gli interventi nel cantiere dell’I-Hub

Quattro mesi per non vedere più gli ultimi due casermoni fatiscenti. Nel frattempo, una matita dovrebbe disegnare il futuro di quell’area. Il via ai lavori per la demolizione di ciò che resta del retroporto di Messina, necessaria per la realizzazione dell’Innovation Hub dello Stretto, non dovrebbe tardare ad arrivare. Questione di un paio di mesi, maggio indicativamente. Poi sarà completamente libero quello spazio di quasi 11.000 metri quadri, a due passi dagli aliscafi, dalle Stazioni, la Centrale e la Marittima, e dalle principali vie del centro. Deve nascere non semplicemente un nuovo edificio, ma un nuovo simbolo della città. Niente di meno. Il Polo tecnologico-digitale dovrebbe, grazie alle costruende sinergie anche con l’aiuto dell’Università, attrarre le grandi aziende mondiali in città per sviluppare i loro innovativi progetti. Uno spazio votato alla ricerca, alla elaborazione ma anche al “co-working” e agli affari essendo stato immaginato quando quella era una delle poche aree Zes della città.

Nelle scorse ore sono state individuate le aziende che si occuperanno della demolizione degli ultimi due edifici rimasti in piedi nell'area portuale degli aliscafi. Il Silos Granai e la Casa del Portuale, il più grande e il più piccolo dei quattro che dominavano l'area trasformata in uno spazio industriale di retro porto nonostante il contesto, con gli occhi di chi vive oggi, potesse suggerire altro. All’inizio dell’anno scorso sono stati abbattuti il Mercato Ittico e i Magazzini Generali e lo spazio da allora è rimasto una spianata recintata in qualche modo e spesso trasformata in discarica dagli irriducibili degli abbandoni selvaggi. Ad aggiudicarsi i lavori è stata la “AppaltiItalia” di Caltagirone che poi si avvarrà come ditta esecutrice di un'azienda di Comiso, la “Patriarca Group”. Considerevole il ribasso perché è stato di oltre il 24% ( c’è stata una verifica per offerta anomala) per un valore di 1.819.856 euro.
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