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Terme Vigliatore, l'albergo e la sorgente curativa sono pilastri del territorio da difendere

A seguito della sentenza favorevole del Tar che certifica la validità degli atti adottati dall’Amministrazione di Terme Vigliatore, a tutela anche della denominazione assunta dal Comune dopo aver ottenuto l’autonomia da Castroreale, si aprono nuove prospettive

Il sindaco Bartolo Cipriano, dopo un silenzio durato tre giorni, parla per la prima volta sule potenziali prospettive del Centro termale e del complesso alberghiero fondato dal cavaliere del lavoro Alberto Perroni, che negli anni Sessanta dello scorso secolo, sulla via tracciata dal suo antenato, Francesco Bianchi, con la creazione del Grand Hotel delle Terme, era riuscito ad intercettare e dirottare i flussi turistici del Nord Italia verso questa parte della Sicilia, e ciò grazie alle qualità curative delle acque termali della Fonte di Venere che alimentava le Terme di Castroreale Bagni, la Terme Vigliatore odierna, tanto da aver coniato lo slogan pubblicitario “Castroreale fegato ideale”, per le qualità curative della sorgente, creando uno dei primi centri turistici, il Villaggio Ciappazzi, meta del turismo Meneghino, del quale sulla spiaggia di Terme Vigliatore restano ancora una parte dei ruderi.
Adesso, a seguito della sentenza favorevole del Tar che certifica la validità degli atti adottati dall’Amministrazione di Terme Vigliatore, a tutela anche della denominazione assunta dal Comune dopo aver ottenuto l’autonomia da Castroreale, si aprono nuove prospettive, in quanto si è risvegliato l’interesse di potenziali acquirenti, tra cui persino investitori di un fondo straniero che già aveva partecipato ad una manifestazione d’interesse, bandita dalla curatela fallimentare, per poi ritirarsi dalle trattative, a seguito delle difficoltà insorte che hanno portato al contenzioso al Tar tra Comune di Terme Vigliatore e la società “Materia srl”, che a seguito del fallimento delle Stea, proprietaria della struttura termale e alberghiera che in ultimo aveva avuto imposta la denominazione Parco Augusto, ha acquistato – a seguito del frazionamento del compendio aziendale, una porzione di 24 stanze e il piano terra adibito a cucina e ristorante per trasformarla in casa di riposo, denominata “Materia Residence” che adesso dovrà lasciare i locali destinati ad attività residenziale.

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