Messina, coppia senza un tetto da quattro mesi: dall'auto alla casa di accoglienza "Fratelli tutti"
Da quattro mesi, dopo il crollo di un muro, sono rimasti senza casa e hanno iniziato a cercare aiuto ai parenti, vivendo anche in un'automobile parcheggiata tra le strade della città. Mentre le notti trascorrevano tra freddo e insonnia, a pranzo erano accolti da amici generosi. Un paio di giorni fa, l’ex Garante per l’Infanzia, Angelo Costantino, ha dato voce alla loro sofferenza, lanciando un appello e portando alla luce la storia di Pasqualino e Brigida. Così la coppia ha deciso di raccontare il proprio dramma alla stampa. Insieme all'ex Garante, hanno bussato alla porta di Gazzetta del Sud e, nella stessa mattinata di ieri, sono stati contattati dal Dipartimento comunale alle Politiche sociali, a cui - raccontano - si erano già rivolti senza però ottenere risposte. "Ci era stato detto che non risultavamo essere ne’ sposati, ne’ residenti a Messina" spiegano Pasqualino e Brigida. E invece - certificati alla mano - sono una coppia e vivono nella città dello Stretto ormai da diversi anni. "La famiglia in questione - hanno scritto in una nota l'Amministrazione comunale e la Messina Social City - è da tempo seguita dal Servizio sociale professionale del Comune di Messina e dalla Messina Social City", secondo cui non corrisponde al vero che Pasqualino e Brigida sarebbero stati privi di una dimora per mesi senza l’intervento delle istituzioni. "La famiglia - si legge ancora nella nota - non aveva comunicato tempestivamente la propria condizione al Servizio Sociale Professionale e, quando la situazione è stata portata all'attenzione degli operatori, si sono immediatamente attivati per individuare una soluzione adeguata". Pasqualino ha un passato irrequieto alle spalle, fragilità e intemperanze tipiche di chi non ha avuto una vita facile. Un passato che pesa sulle spalle e una rabbia che brucia nelle parole: "Se non risolvono questa situazione, sono pronto a qualsiasi cosa", ha raccontato. Un hotel per pochi giorni o la casa di accoglienza “Fratelli Tutti”: queste sono state le opzioni proposte dal Comune. Ma il rifiuto della coppia a separarsi ha portato a una soluzione alternativa: uno spazio riservato all'interno della struttura dove i due potranno rimanere per i prossimi 30 giorni. Intanto, con l’assistenza dell’avvocata Annalisa Giacobbe, si lavorerà per ottenere un alloggio d’emergenza, sperando che entro un mese i due possano trovare una sistemazione definitiva. Ieri pomeriggio, la coppia ha portato quel poco che aveva in auto nella casa di accoglienza comunale. "Ci hanno sistemato in una zona più riservata, adesso abbiamo un posto dove stare, ma non possiamo restare qui per sempre. Chiediamo solo un vero tetto, un luogo che possiamo chiamare casa". Tra le mura di un'accoglienza provvisoria, il tempo scandisce l'attesa di una soluzione definitiva.