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Il definanziamento degli svincoli di Alì e S. Teresa, Basile e Lo Giudice contro l'ex ministro Fitto

Il sindaco metropolitano Basile afferma che le risorse necessarie erano state reperite mediante una riprogrammazione del Piano strategico della Città metropolitana (Psc), attingendo ai fondi Fsc 2014-2020

«La questione relativa agli svincoli autostradali di Alì Terme e S. Teresa di Riva rimane aperta ed è importante evidenziare che non ci sarebbe stata alcuna mancanza di obbligazioni giuridicamente vincolanti al 30 giugno 2023 se l’allora ministro Fitto avesse approvato la rimodulazione del piano, permettendo così una copertura finanziaria completa per i progetti già redatti».
A dirlo è il sindaco metropolitano Federico Basile, che commenta la notizia pubblicata domenica dalla “Gazzetta del Sud” sul definanziamento delle due opere deciso con una delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (Cipess), che ha cancellato 26,4 milioni di euro per S. Teresa di Riva e 41,7 milioni di euro per Alì Terme, coperti con le risorse del Fondo sviluppo e coesione 2024-2020.
Una delibera adottata su proposta del ministro per gli Affari europei, il Sud, le Politiche di coesione e il Pnrr, Raffaele Fitto, in carica fino ai giorni scorsi.
«Per questi progetti era stata già pubblicata, entro i termini previsti dalla normativa, la pre-informazione di gara nella Gazzetta ufficiale della Comunità europea - spiega Basile - tuttavia, nella fase di approvazione, i pareri degli enti coinvolti hanno comportato un aumento dei costi. Nonostante ciò siamo intervenuti reperendo le risorse necessarie mediante una riprogrammazione del Piano strategico della Città metropolitana (Psc), attingendo ai fondi Fsc 2014-2020, e questa riprogrammazione aveva inoltre ricevuto il via libera dal Comitato di Sorveglianza e Controllo, costituito dai responsabili del Ministero per il Sud e per la Coesione territoriale. Nonostante l’iter fosse stato rispettato e le risorse aggiuntive individuate - fa presente però il sindaco metropolitano - la mancata presa d’atto da parte del ministro Fitto ha impedito l’adeguamento delle coperture finanziarie, necessarie per compensare l’aumento dei costi. Onestamente appare inspiegabile come una semplice variazione tecnica, supportata da risorse già disponibili e validate, non sia stata approvata.

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