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Messina, pioggia di diffide dell’Amam: anche a chi ha già pagato

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L’azienda dell’acqua ha spedito 75mila raccomandate per stanare i morosi

I dettagli e le giustificazioni li conosceremo oggi in una conferenza stampa resasi necessaria dopo il gran numero di segnalazioni che sono arrivate all’Amam a seguito della messe di raccomandate spedite alla fine dello scorso anno. Settantacinquemila comunicazioni di diffida arrivate a tutti i “potenziali” debitori dell’azienda acque che, a spanne, rappresentano l’ottanta o novanta per cento dell’intera platea di utenti della città, condomini inclusi. Una “mitragliata” di raccomandate ( che hanno il loro bel costo) per mettere un punto sulla reale posizione dei contribuenti. La maggior parte dei destinatari ha “dimenticato” di saldare i conti dell’acqua. Un vecchio vizio messinese che però ora rischia di mandare gambe all’aria la partecipata del Comune. Ma fra questi “diffidati” c’è anche chi deve fare i conti con una sorta di onere della prova invertito. Sono tutti coloro a cui adesso, nonostante abbiano saldato le fatture di Amam, spetta il compito ( e il disagio) di dimostrare il pagamento perchè, evidentemente, il “sistema” dell’Azienda non ha registrato il saldo. In una prima stima dell’Azienda di viale Giostra, si parla di un 3% di casi di lettere inviate con un “errore”, cioè con una richiesta ingiustificata di confutare il debito esibendo prova del saldo. Un dato che su 75.000 raccomandate vale quasi 2500 casi, che pochi non sono. Fermo restando che ci sono ancora molte famiglie che non hanno ricevuto la lettera, o che devono ancora andare a ritirarla all’ufficio postale dopo il tentativo fallito di consegna del postino. O altri ancora che si prenderanno il loro tempo per rispondere, vista la proroga fino al 28 febbraio.
Un amministratore di condomini della città, ad esempio, ha ricevuto 11 diffide per 6 condomini diversi. Tutte relative al quinto bimestre del 2022 e tutte saldate ai primi di dicembre come lo stesso sistema di verifica on line di Amam conferma.
E poi c’è la lettera di un messinese, anch’esso diffidato per una bolletta già pagata e che scadeva il 28 novembre. Ha dovuto prendere due giorni di ferie al lavoro, prima per ritirare la raccomandata alle Poste e poi per fare la fila all’Amam e dimostrare di essere stato puntuale. Con lui alle 8 del mattino, racconta, c’erano altre 80 persone in coda. E una volta che allo sportello gli è stato confermato che aveva ragione, e a quel punto all’impiegato non è rimasto altro che dirgli: «le chiedo scusa a nome dell'Amam, queste raccomandate non dovevano partire così, soprattutto per fatture non scadute».

 Oggi la conferenza stampa dell'Amam

Presenti il Sindaco Federico Basile e il Direttore Generale Salvo Puccio, la Presidente di AMAM e Direttore Generale f.f. Loredana Bonasera, unitamente ai componenti il CdA Alessandra Franza e Adriano Grassi, ha illustrato nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Zanca gli aspetti relativi alle diffide per morosità, la regolarizzazione dei contratti di utenza ed i chiarimenti in merito alla doppia azione che l’Azienda sta attuando per il recupero dei crediti insoluti. Obiettivo comune prioritario è aggredire il pesante bagaglio di crediti insoluti, maturati verso l’utenza morosa che impedisce il proficuo utilizzo di somme per investimenti a beneficio della qualità del servizio e delle infrastrutture necessarie a gestirlo. L’AMAM sta effettuando parallelamente l’attività sia per bonificare le anagrafiche contrattuali delle utenze attive ma intestate a soggetti defunti, sia per contrastare la morosità che costituisce un danno per la posizione finanziaria dell’Azienda.
“Il pagamento dei consumi idrici, così come di ogni altro onere fiscale – ha precisato il Sindaco Basile, nel corso dell’incontro con i giornalisti, – è un atto dovuto, di cui ciascun cittadino deve farsi carico. Questa attività che AMAM sta perseguendo nell’ambito delle utenze con indice di morosità è in linea con quanto previsto dall’ARERA. L’Amministrazione, nel periodo della pandemia, ha concesso, a differenza dei gestori di altri servizi, qualche anno di tolleranza nell’azione di recupero delle morosità, che oggi, però, non può più proseguire, anche perché il mancato recupero dei crediti penalizza la capacità di investimento dell’azienda che gestisce per l’intera città un servizio pubblico essenziale come quello idrico integrato”.
“Sebbene la gestione sana di AMAM abbia consentito di poter soprassedere negli ultimi due anni da azioni forti di recupero dei crediti insoluti – ha aggiunto il Direttore Generale del Comune Puccio – l’Azienda oggi ha necessità di recuperare i suoi crediti anche per poter onorare i suoi debiti verso i fornitori di lavori e servizi i cui costi sono aumentati, primo tra tutti, quello relativo all’energia elettrica, fondamentale per poter consentire il funzionamento degli oltre 200 impianti di cui si serve la rete idrica di Messina per garantire ogni giorno la gestione ottimale del servizio”.
Diverse le azioni in campo poste da AMAM per facilitare la numerosa utenza che riscontra ogni giorno i solleciti ricevuti nell’ultimo mese e per i quali è stato prorogato il termine di regolarizzazione al 28 febbraio prossimo. “É necessario che cambi la cultura di ogni utente – ha osservato la Presidente di AMAM Bonasera – affinché sia proteso a regolarizzare i propri contratti e i relativi pagamenti dei consumi e per questo AMAM ha posto in campo sempre maggiori strumenti di accesso ai servizi e di disbrigo delle pratiche amministrative presso gli sportelli al pubblico e anche da remoto”.

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