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Messina, rivisti gli stipendi alle partecipate: «C’era stato un errore»

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Dopo il caso Arisme, le verifiche hanno portato alla scoperta di “svista” nei calcoli

Solo una coincidenza temporale con il caso Giorgianni? Forse sì, ma il tema della revisione delle indennità dei cda delle partecipate è stato piuttosto caldo in queste settimane. E ora arriva la “reazione” del sindaco Basile che ha fatto rivedere gli stipendi del board.
Partiamo dai numeri per avere il quadro d’insieme. Fino ad oggi i presidenti delle partecipate (Messina Servizi, Amam, Atm, Patrimonio Messina) e delle aziende speciali (Messina Social City e Arisme) guadagnavano 27.549,48 euro lordi all’anno, cioè 2.295,79 lordi al mese. Il consigliere 23.613,84 annui cioè 1.967,82 al mese, sempre al lordo.
È così dal 2015 e nessuno ha mai pensato che qualcosa non andasse, d’altro canto si trattava del massimo consentito dalla norma regionale. Quando però, alla luce dell’aumento dell’indennità del sindaco della scorsa estate, qualcuno fra le partecipate ha chiesto se anche la sua indennità dovesse essere adeguata al compenso del primo cittadino, è scattato l’approfondimento del tema. Sono intervenuti la segretaria generale e anche il ragioniere generale per fare chiarezza. Ebbene, hanno scritto, l’indennità è slegata da quella del sindaco e, in Sicilia, ancorata a quella che gli stessi percepivano nel 2013 in ragione dell’80%. In pratica si tratta della stessa formula applicata per calcolare lo stipendio che attualmente prendono i cda.

Leggi l'articolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Messina

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