Domenica, 05 Febbraio 2023
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GIUDICE DEL LAVORO

Messina, le due figlie di un invalido nelle liste di collocamento

«Categoria analoga alle “vittime del dovere”»

Con una recente e interessante sentenza, la n. 2239 del 2022, il giudice  del lavoro La Face ha riconosciuto il diritto all’iscrizione nelle liste del collocamento obbligatorio due donne, in quanto figlie di un soggetto che era equiparato alla categoria “vittima del dovere”; diritto sino ad oggi era stato invece negato dal Centro per l’impiego di Messina. Le due ricorrenti sono state assistite in questa battaglia giudiziaria dall’avvocato Marco Oliveri.

Dopo aver passato in rassegna l’intera legislazione in materia, il giudice La Face infatti scrive: «Dalle citate disposizioni deriva dunque che il diritto al collocamento obbligatorio è riconosciuto al coniuge e ai figli superstiti, ovvero ai fratelli conviventi e a carico, tanto delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, quanto alle vittime del dovere e ai soggetti a quest’ultime equiparati».
Secondo il giudice poi «... il riconoscimento del beneficio in questione in favore dei coniugi e dei figli superstiti è subordinato alla circostanza che le vittime siano decedute o rese permanentemente invalide e purché l’iscrizione dei primi avvenga in via sostitutiva dell’avente diritto a titolo principale. Presupposti nella specie sussistenti, atteso che il titolare in via principale del diritto, A.A., padre delle ricorrenti, è stato giudicato permanentemente non idoneo al servizio militare marittimo in data 23 febbraio 1998 e collocato in congedo assoluto, cessando dal servizio permanente per infermità a decorrere dal 17 dicembre 1997 e che allo stesso, con provvedimento n. 362 del 7 novembre 2018, è stato riconosciuto lo status di “equiparato a vittima del dovere” in ragione dell’accertata invalidità complessiva pari al 32%...».
Il giudice afferma poi che «... è poi infondata l’eccezione formulata dall’Assessorato resistente circa la necessità, ai fini del riconoscimento del diritto delle ricorrenti all’iscrizione nelle liste del collocamento obbligatorio, che le stesse risultino a carico del padre, ai sensi dell’art. 6 della Legge n. 466/1980». (n.a.)

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