Lunedì, 28 Novembre 2022
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LA CURIOSITA'

La tradizione delle zampogne “vincolata”, entra nel Registro delle Eredità immateriali della Sicilia

È stata inserita nel Registro delle eredità immateriali della Sicilia su proposta dell’associazione “Gli Ultimi Cantastorie”

La tradizione degli zampognari è stata iscritta nel “Reis”, il Registro delle Eredità immateriali della Sicilia. Il procedimento, che era stato avviato nei mesi scorsi, si è concluso in questi giorni e rappresenta il riconoscimento ufficiale di un patrimonio popolare così prezioso da essere “vincolato”.
L’iscrizione nel “Resi”, a firma della dirigentre regionale Laura Cappugi, è stata notificata all’associazione culturale “Gli Ultimi Cantastorie” che ha proposto e redatto la candidatura sostenuta anche dalla Soprintendenza di Messina, nella persona dell’arch. Mirella Vinci, dal Club per l’Unesco Messina, presieduto dalla professoressa Santa Schepis, dal Museo di Cultura e musica popolare dei Peloritani curato da Mario Sarica. «La richiesta è stata accolta all’unanimità – così scrive la Commissione esaminatrice – inserendola nel “Libro delle pratiche espressive e dei Repertori orali” e anche nel “Libro dei Mestieri, Saperi e Tecniche tradizionali” per l’esaustività del lavoro e della documentazione presentata e in virtù della ricerca effettuata e che riguarda tutto il territorio regionale».
Il presidente dell’associazione ragusana “Gli Ultimi Cantastorie”, Franco Occhipinti, esulta: «Ci congratuliamo per il meritato riconoscimento, che tutti gli zampognari dell’Isola siano da esempio, per chi ama questa terra, per non far morire questa nostra bella ed edificante tradizione a testimonianza dell’identità siciliana».
Tradizione antica, senza tempo, quella delle zampogne e degli zampognari. Specchio indimenticabile dell’identità siciliana. Patrimonio vivo e vivente dell’umanità, del popolo siciliano che si tramanda di generazione in generazione. Antica tradizione di suonatori, che fa rivivere vecchi suoni ed emozioni di un tempo. Gli zampognari sono coloro che suonano uno strumento a fiato, molto simile alla cornamusa e che qui prende il nome di “ciaramedda”, strumento legato al Natale, espressione della cultura contadina e pastorale. Uno strumento musicale della famiglia degli aerofoni a sacco, dotato di quattro o cinque canne che vengono inserite in un ceppo, dove viene legato l’otre di pelle di capra o di pecora. Due delle cinque canne sono strumenti di canto mentre le altre tre servono ad emettere una nota fissa.

Leggi l'articolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Messina

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