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IL CASO

Barcellona, edificio privato al posto di una chiesa: prescritti i reati per 5 imputati

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La vicenda della palazzina realizzata dalla “Comunità del Buon Samaritano”. L’ex dirigente comunale, i comproprietari e il progettista del Prg

Si sono prescritti i reati contestati agli indagati che hanno consentito la costruzione dell'edificio per civile abitazione realizzato dall'associazione “Comunità del Buon Samaritano” sorto su un terreno sul quale si potevano costruire solo chiese. Il Gup del Tribunale ha infatti disposto il non luogo a procedere, perché nel frattempo i reati contestati hanno maturato la prescrizione, nei confronti di 5 indagati. Il proscioglimento per intervenuta prescrizione dei reati è stato deciso per l'ex dirigente del Settore tecnico del Comune, ing. Carmelo Perdichizzi, 67 anni accusato di abuso d'ufficio in concorso con la presidente dell'associazione “Comunità del Buon Samaritano” Tindara Maria Bucolo, 69 anni di Barcellona che aveva promosso la costruzione dell'immobile, comproprietaria del terreno sul quale è stato realizzato il fabbricato assieme con gli altri comproprietari Giovanna Bucolo, 60 anni, originaria di Mazzarrà e residente a Barcellona; Domenico Vincenzo Gullo, 70 anni, originario di Basicò e residente a Barcellona. Prosciolto anche il prof. Giuseppe Gangemi, progettista del Prg che era stato coinvolto solo perché da esperto aveva rilasciato un parere utilizzato dagli indagati per ottenere la concessione. Oltre al concorso nell'abuso d'ufficio, ai soli comproprietari del terreno Tindara Maria Bucolo, Giovanna Bucolo e Domenico Vincenzo Gullo, si contestavano una serie di violazione delle norme vigenti in materia di attività edilizia e di programmazione urbanistica. Reati questo prescritti.
La vicenda processuale fu generata da una concessione edilizia su un'area di contrada Molino di Nasari che il Prg ha destinato esclusivamente a luoghi di culto, rilasciata ad una associazione privata perché costruisse un complesso edilizio che doveva ospitare una “residenza per ragazze madri”.

Leggi l'articolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Messina

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