Martedì, 29 Novembre 2022
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LA SENTENZA

Furci, il caso del “Residence Grecale”: in appello assoluzione per tutti

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La realizzazione del palazzo della moglie dell’ex sindaco

In primo grado - il 22 dicembre del 2021 -, erano state otto condanne a un anno e sei mesi di reclusione legate all’abuso d’ufficio, con pena sospesa e non menzione, poi era stata decisa la prescrizione per i reati edilizi. In corte d’appello, il verdetto nella tarda serata di ieri, deciso dal collegio della prima sezione penale presieduta dal giudice Alfredo Sicuro, è stato invece ribaltato: assoluzione piena dall’accusa di abuso d’ufficio appunto, con la formula «perché il fatto non costituisce reato».
La sentenza d’appello ha poi confermato (la classica dicitura “conferma nel resto”), la dichiarazione di prescrizione per i reati edilizi decisa in primo grado, e per questo ha condannato alla spese di giudizio uno degli imputati iniziali, l’ing. Giovanni Curucuruto, che aveva proposto appello chiedendo ai giudici di pronunciarsi nel merito anche per i reati edilizi e non avallare la precedente prescrizione, dicendosi convinto che in questa vicenda quei reati non erano affatto sussistenti.
Si trattava del processo “bis” per la realizzazione del Residence Grecale a Furci Siculo, sul lungomare, vicino largo Pizzolo, di cui è proprietaria anche la moglie dell’ex sindaco Sebastiano Foti, Carmela Maccarrone. Si trattava del processo bis perché già una prima volta nel 2018 questa vicenda era finita in un’aula di giustizia dopo un esposto anonimo, e il gup Finocchiaro aveva prosciolto tutti. Poi la Procura aveva proposto appello e la corte aveva disposto la celebrazione del processo davanti al tribunale.
Erano nove gli imputati di questo procedimento (le qualifiche si riferiscono all’epoca dei fatti, eravamo nel 2015): l’architetto Claudio Crisafulli, in qualità di capo dell’Ufficio tecnico comunale che rilasciò la concessione edilizia, e l’ing. Giovanni Curcuruto, come progettista e direttore dei lavori, il quale era anche in quel periodo sul piano politico consigliere di maggioranza; c’erano poi i proprietari del palazzo, ovvero Carmela Maccarrone, Concetta Maccarrone, Francesco Maccarrone, Giovanni Maccarrone, Maurizio Maccarrone, Rosario Maccarrone (’60) e Rosario Maccarrone (’64).

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