Lunedì, 03 Ottobre 2022
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IL CASO

A Barcellona i genitori di Attilio Manca vittime di intimidazioni denunciano tutto in Procura

di
Messina, Cronaca
Gino, Attilio e Angela Manca

Gino e Angela Manca vivono in una casa grande a Barcellona Pozzo di Gotto, come fosse sempre di autentico cristallo pronto a frantumarsi sul piatto troppo asciutto del dolore quotidiano. Le giornate non passano mai. Da quando diciott'anni fa Attilio, era febbraio, l'adorato figlio, è morto perché l'hanno ucciso, la vita è come una sigaretta schiacciata nel posacenere ad ogni ora che passa. Le loro grida di questi anni tristi per raggiungere una verità ancora troppo nascosta danno molto fastidio ai mafiosi barcellonesi.

Ed è da mesi che qualcuno avvelena le piante del loro giardino rendendo anche l'aria irrespirabile. Getta acido di notte, appena si svegliano vedono appassire le foglie ormai bianchicce e intorno l'aria diventa irrespirabile. Diventa impossibile uscire di casa. Non ce la fanno più e in questi giorni hanno presentato una denuncia in Procura, l'ha scritta il loro legale, l'avvocato Fabio Repici, che l'ha inoltrata anche in Prefettura. I carabinieri, delegati per l'indagine, li hanno già ascoltati di recente per sentire il loro racconto delle intimidazioni.

Gino e Angela si dicono intanto certi, e del resto in questi anni lo hanno detto a più riprese diversi collaboratori di giustizia, che Attilio Manca è stato vittima di un omicidio, all'ideazione, all'organizzazione e all'esecuzione del quale hanno partecipato, insieme ad altri, esponenti della criminalità organizzata barcellonese. E ricordano poi che già parecchi anni fa avevano denunciato che nel giardino della propria casa qualcuno aveva versato sostanze acide che avevano provocato gravissimi danni agli alberi e alle piante. Episodi puntualmente segnalati. Ma non si arrivò a nulla.

Adesso la “mafia degli alberi” è tornata alla carica. Il 9 maggio una pianta di aloe e una magnolia si sono rinsecchite emanando un puzzo acido che ha provocato una forte irritazione alle vie respiratorie. Il giorno dopo due carabinieri hanno fatto un sopralluogo. Il 16 agosto un analogo episodio: due vasi con le piante protette da un velo di plastica, avevano una patina biancastra e l'aria era per l'ennesima volta irrespirabile, con le solite complicazioni per loro. Il giorno dopo, il 17 agosto, di nuovo nel giardino sono state versate sostanze acide. Di prima mattina Gino e Angela hanno notato un telo di plastica, con cui era stata riparata una giara, quasi sbriciolato, e alcune piante si sono essiccate all'improvviso. Il 20 agosto appena Gino e Angela si sono alzati, si sono accorti che dal giardino proveniva un puzzo di acido insopportabile, che di nuovo ha provocato difficoltà alle vie respiratorie. Il 22 agosto di nuovo e di prima mattina, hanno percepito nuovamente in giardino un fortissimo puzzo acido. Questa volta avevano colpito un cactus, che s'era essiccato spurgando liquido biancastro. Anche altre piante sono rinsecchite improvvisamente, con l'aria intorno che aveva una carica irritante fortissima. Insomma un canovaccio sempre uguale orchestrato da chissachì li ha accompagnati per tutta l'estate: qualcuno di notte versava sulle piante del giardino e sul terreno di casa un liquido acido, che in un lampo faceva appassire tutto e rendeva l'aria irrespirabile.

Gino e Angela non ne possono più, per questo hanno presentato una denuncia.

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