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IN TRIBUNALE

Condannato a Messina, storia di un caso giudiziario internazionale tra Italia e Francia

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Dopo una sentenza in appello. Un trafficante di droga kosovaro condannato a 12 anni nel 2017
Messina, Cronaca
Il Tribunale di Messina

«Noi chiediamo l’annullamento della sentenza, poiché l’imputato non è stato nemmeno messo a conoscenza del processo, che si è celebrato in sua assenza e senza avvisarlo, pur essendo egli residente in Francia da molti anni, addirittura ormai è diventato cittadino transalpino».
È l’avvocato Alexandro Maria Tirelli che parla, un penalista esperto di diritto internazionale, difensore di fiducia di alcuni dei maggiori narcos dei cartelli colombiani. Si sta occupando di un caso giudiziario che riguarda un narcotrafficante kosovaro condannato a Messina, attualmente residente in Francia. Proprio in Francia fu arrestato alcuni anni addietro, era destinatario di un mandato di cattura internazionale per traffico di sostanze stupefacenti, fu ricercato per molti anni.

Si tratta del 51enne originario di Dakovica, in Kosovo, Gzim Idrizi, al quale, a quanto pare in contumacia, la corte d’appello di Messina ha inflitto la pesante condanna a 12 anni di reclusione per traffico internazionale di stupefacenti, con l’appartenenza ad un’associazione criminale secondo gli atti processuali sin dal 2000. L’uomo è stato arrestato in Francia ma c’è in corso una procedura d’estradizione con l’Italia per la condanna inflitta a Messina, eppure, spiega l’avvocato Tirelli «secondo noi la Francia rigetterà la richiesta. Noi come difesa italiana proponiamo alla corte d’appello di Messina la rescissione del giudicato, cioé un annullamento, poiché secondo noi il processo è stato celebrato in maniera totalmente irregolare». Insomma Idrizi è stato arrestato, la sua vicenda la stanno seguendo le autorità giudiziarie francesi, ma il procuratore transalpino a quanto pare non intende approvare la consegna all’Italia, «infatti - prosegue l’avvocato Tirelli -, il ricercato è stato posto in libertà con l’obbligo di firma». Il mandato d’arresto europeo a carico del trafficante risale al giugno del 2002. Di recente, in Francia, si era tenuta l’udienza davanti alla “Cambre de l’instruction”, era luglio, per la discussione del provvedimento d’estradizione. E proprio domani a quanto pare dovrebbe tenersi un’altra udienza per la decisione finale davanti alla corte d’appello transalpina.

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