Martedì, 16 Agosto 2022
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INFRASTRUTTURE

Sul Ponte l’ultima farsa della legislatura

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Le forze politiche ormai divise si azzuffano sull’ordine del giorno presentato in Parlamento dall’on. Matilde Siracusano. Per sei voti non passa la proposta di revocare l’affidamento dell’ennesimo studio di fattibilità da 50 milioni di euro a Rfi. La deputata messinese: «La Sinistra parla ma non vuole la grande opera»

La legislatura che ha visto i due Governi Conte, e poi Mario Draghi e le sue dimissioni, non poteva non concludersi che così: con deputati e partiti che litigano sul fantasma dell’unica grande opera che l’Italia avrebbe dovuto realizzare, su input dell’Europa, e che pervicacemente continua a trasformare nell’oggetto di una barzelletta, a cui manca sempre il finale e che non fa più ridere da tempo, ormai...
La Camera ieri mattina ha bocciato, per soli 6 voti, l’ordine del giorno che la deputata messinese Matilde Siracusano aveva presentato nel contesto dell’iter relavito al decreto Infrastrutture (che è stato, invece, approvato). Un odg con cui si chiedeva al Governo di rivedere la decisione assunta in merito alla realizzazione di un nuovo studio di fattibilità per il Ponte sullo Stretto di Messina. «Durante il mio intervento – afferma Matilde Siracusano – ho voluto spiegare la “ratio” della mia proposta. È davvero assurdo, infatti, che l’esecutivo e il ministro Giovannini abbiano deciso di appaltare un nuovo studio per un Ponte a più campate, un’ipotesi già respinta diverse volte nel recente passato, impiegando tra l’altro 50 milioni di euro di risorse pubbliche per questo lavoro. Ho chiesto di sospendere questo studio di fattibilità, che dovrebbe terminare addirittura nel 2023, di riprendere il vecchio progetto immediatamente cantierabile ad un’unica campata, e di utilizzare i finanziamenti messi in campo per un suo veloce aggiornamento. Il Governo non ha preso posizione e si è rimesso all’Aula. Il Centrodestra ha votato compattamente a favore, mentre Partito democratico, Movimento 5 Stelle e Leu hanno votato contro. Il Parlamento avrebbe potuto dare un bel segnale, così non è stato a causa della scelta della Sinistra, che non ci sorprende neanche tanto. È bene, comunque, che a 50 giorni dalle elezioni politiche del prossimo 25 settembre ci sia stato un momento di chiarezza su questo tema. I cittadini, in particolar modo quelli siciliani e calabresi, sapranno giudicare».

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