Martedì, 16 Agosto 2022
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TEMA ELETTORALE

Stretto di Messina, il Paese chiamato a una scelta definitiva

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L’interrogativo non è “Ponte sì Ponte no” ma quale collegamento stabile realizzare nel più breve tempo possibile. Ecco che lo Stretto ridiventa tema cruciale in vista delle elezioni politiche del 25 settembre L’affidamento a Rfi frutto di una tattica dilatoria che ha spostato tutto all’agosto 2023

L’attraversamento stabile nello Stretto tornerà a essere uno dei temi cruciali nel corso della campagna elettorale per le Politiche del prossimo 25 settembre. Lo è sempre stato e, finché non ci sarà una decisione definitiva, lo sarà sempre. Inutile scandalizzarsi. Il Ponte è l’opera destinata a cambiare le sorti di tutti i territori che gravitano attorno all’area dello Stretto e, vedendo che l’Europa continua a finanziare la costruzione di grandi infrastrutture (vedi il Ponte di Peseljac-Dubrovnik, in Croazia) e non perde occasione di bacchettare l’Italia perché non risolve il “nodo Stretto”, non si può non parlarne.
A poco più di un mese dal ritorno alle urne, la questione non è più (non dovrebbe esserlo) “Ponte sì Ponte no”, ma quale collegamento stabile realizzare tra Sicilia e Calabria. Il riconoscimento della condizione di Insularità nella Costituzione italiana, per la nostra Isola e per la Sardegna, con tutti gli svantaggi che derivano dallo stato di isolamento, è stato l’ultimo tassello di una volontà che, a parte qualche eccezione, si è espressa in maniera chiarissima, a favore di un’opera che unisca l’ultima propaggine dello Stivale al resto del Paese. E non solo: la dimensione europea del collegamento stabile è stata più volte riaffermata, anche di recente, dall’Ue, che considera il collegamento stabile tra Sicilia e Calabria essenziale per completare il Corridoio Scandinavo-Mediterraneo della Rete dei trasporti transeuropea Ten-T.
Siamo davanti all’ennesimo bivio decisivo. Il ministro dei Trasporti Enrico Giovannini, vanificando un iter lungo decenni, ha imboccato la strada della “non scelta”, affidando l’incarico a Rfi per un ulteriore studio di fattibilità, dal costo di 50 milioni di euro.

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