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Messina, elezioni e passerelle nelle baracche: è il fronte rovente

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Polemiche tra i candidati a sindaco sulle presunte “passerelle” nelle favelas e sulla cosiddetta strumentalizzazione dei bisogni

Quello del Risanamento è il primo vero, rovente, fronte di polemiche tra i candidati alla sindacatura. Due aspetti, in particolare, hanno suscitato commenti e reazioni tra i vari schieramenti in campo.
“Passerelle” o no? Il primo tema riguarda quelle che sono state definite le «passerelle nelle baraccopoli». Ad accendere la miccia Maurizio Croce che, riprendendo e facendo proprie le dichiarazioni della sua assessora designata, la deputata Matilde Siracusano, ha dichiarato che né lui né i componenti della sua squadra faranno il solito “tour” elettorale tra le baracche, per evitare le consuete facili strumentalizzazioni. Dichiarazioni rilasciate proprio nel giorno in cui Franco De Domenico, insieme con Claudio Fava, si recava proprio in una delle “favelas” messinesi. De Domenico, nel corso del suo intervento a “Scirocco”, il talk del venerdì sera di Rtp, ha risposto dicendo che «è demagogica questa affermazione», che proviene da chi (riferimento all’on. Siracusano) in passato «le passerelle tra i baraccati le ha fatte», e che le zone degradate fanno parte di Messina, ci vivono ancora migliaia di residenti e un candidato sindaco deve ascoltare le istanze di tutti i cittadini.

Le liste dei baraccati

Ma lo scontro più duro è su un altro versante. De Domenico, sempre nel corso di “Scirocco”, ha definito «raccapriccianti» alcune delle liste che stanno per scendere in campo a sostegno di Federico Basile, in particolare quelle con cittadini baraccati e con lavoratori della Messina Social City. Il candidato di Sicilia Vera ha risposto immediatamente: «Caro De Domenico, sappi che i nostri candidati sono tutti di qualità. Con le tue dichiarazioni hai offeso i nostri candidati e in particolare quelli della lista “Mai più baracche” facendo riferimento ad una presunta mancanza di qualità». E Basile insiste: «Ma come si permette questo signore con la puzza sotto il naso di dire queste cose? Poi saremmo noi quelli che insultano gli avversari! Forse il poveretto voleva trovare una giustificazione al fatto che loro non trovano candidati per fare le liste, ma è scivolato a un livello troppo basso! Inaccettabile anche in una logica di polemica politica. Attacchi me, se ritiene di poter mostrare i muscoli, non le tante brave persone che, senza nulla chiedere o avere in cambio, hanno scelto di candidarsi per sostenere il nostro progetto di cambiamento».

E ancora: «Si capisce subito che hanno paura, perché gli orientamenti della città sono già chiari, noi vogliamo portare avanti un progetto già avviato, che viene riconosciuto come l’unico credibile dai messinesi». A supporto di De Domenico, invece, interviene Domenico Siracusano, il segretario di Articolo Uno ed esponente della lista Coalizione civica per Messina: «Riteniamo immorale mettere in piedi una “lista di baraccati”, come l'hanno definita De Luca e Basile, non perché, ovviamente, ogni cittadina e ogni cittadino non abbia il diritto a rappresentare bisogni, istanze e interessi attraverso l’impegno in prima persona. Con una lista con queste caratteristiche, però, non si fa altro che istituzionalizzare una condizione, fissare uno stigma legato alla propria condizione abitativa. Non esistono i “baraccati”, esistono persone che hanno abitato o abitano una baracca e da questa condizione vanno liberate. Ci domandiamo, poi, chi ha dato gli elenchi a De Luca per contattare e coinvolgere queste persone e con loro le lavoratrici e i lavoratori delle partecipate che leggiamo nelle liste di De Luca. La candidatura è una scelta libera, e non estorta, di impegno per la propria comunità e non può essere legata a logiche di pressione, che percepiamo forti in città». E qui c’è la controreplica di Basile e De Luca: «Se facessimo la radiografia di tutti i candidati che saranno presenti nelle liste del Centrodestra e del Centrosinistra, vedremmo da che parte sta la “questione morale”. Ma di questo ne parleremo nei prossimi giorni...».

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