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IL CASO

Dalla divisa agli uffici, così rischia di svuotarsi la polizia municipale di Messina

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Il nodo degli inidonei ai servizi esterni

Le novità in casa polizia municipale potrebbero non fermarsi alla nomina, ormai imminente, del nuovo comandante, Stefano Blasco, in arrivo da Enna. Una nomina con la quale il commissario straordinario di Palazzo Zanca, Leonardo Santoro, ha voluto evidentemente creare una discontinuità rispetto ad una lunga fase in cui il Corpo è rimasto senza una vera guida, dopo le dimissioni di Calogero Ferlisi all’inizio del mandato di Cateno De Luca.
Proprio a Santoro si rivolgono, ora, Fp Cgil (con Peppe Previti, Antonio Gervasi e Otello Lo Prete) e Cisl Fp (con Alfredo Mobilia, Antonio Caputo e Santi Prestipino Giarritta) per chiedere che venga data la possibilità a tutti gli agenti in procinto di passare agli uffici “civili” del Comune, di poter rimanere, invece, con addosso la divisa da vigile urbano.
Tutto parte da un atto di indirizzo con il quale l’ex sindaco De Luca, pochi giorni prima di Natale 2020, chiedeva di avviare l’iter per cambiare il profilo professionale, da agente a istruttore amministrativo, di quanti risultassero inidonei assoluti ai servizi esterni alle periodiche visite di sorveglianza. Da allora, sono 18 gli agenti transitati nei ruoli civili, su un totale di 115 agenti segnalati (74 esonerati dai servizi esterni, 41 dai servizi viabili, secondo un elenco elaborato dal dirigente). A questi vanno aggiunti altri algenti, che hanno optato volontariamente per il passaggio agli uffici civili.

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