Lunedì, 26 Settembre 2022
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IL CASO

Spadafora, i parenti di Enrico Lombardo insistono: non archiviate

di
La morte del 42enne Erico Lombardo nel 2019 dopo essere stato bloccato dai carabinieri
Messina, Cronaca
La zona di Spadafora dove è morto il 42enne Enrico Lombardo

Le tracce di sangue non repertate sul manganello, il “tonfa”. Le frasi ascoltate durante la colluttazione e non inserite tra le carte dell’inchiesta. Le macchie rossastre a terra che i carabinieri avrebbero diluito versandoci dell’acqua sopra. Quella lesione sulla fronte.
I parenti del 42enne Enrico Lombardo, morto a Spadafora il 27 ottobre del 2019 nei pressi di via Maniscalco durante fasi molto concitate intorno alle due del mattino, sotto casa della ex compagna, dopo essere stato immobilizzato da alcuni carabinieri, vanno avanti. Lungo una strada giudiziaria difficile.
Dopo la seconda richiesta di archiviazione depositata dalla Procura sulla vicenda, visto che il gip al primo “round” aveva disposto altri accertamenti, adesso l’avvocato Piero Pollicino ha depositato un secondo atto d’opposizione, in rappresentanza della moglie Alessandra Galeani e di altri familiari.
La seconda richiesta d’archiviazione è firmata dal procuratore aggiunto Vito Di Giorgio e dai sostituti Antonio Carchietti e Alessandro Liprino. Che in un lungo provvedimento passano in rassegna le conclusioni del primo atto e le risultanze delle nuove indagini, per concludere, anche questa volta, nella stessa maniera: «... non vi sono elementi idonei a sostenere l’accusa in giudizio né ulteriori indagini utilmente esperibili».
E invece secondo l’avvocato Pollicino gli elementi per andare avanti ci sono eccome. Nel documento sono scalettati i punti che secondo il legale e i parenti rimangono ancora oscuri in questa vicenda. Vicenda che ha generato un’inchiesta in cui formalmente sono ancora indagate su piani diversi quattro persone, tre sanitari e un carabiniere: il militare che immobilizzò Lombardo quella notte deve rispondere di morte come conseguenza di altro delitto, e poi ad un medico e due soccorritori del 118 viene contestato l’omicidio colposo.

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