Lunedì, 03 Ottobre 2022
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SPERPERO

Lo Stretto di Messina, un pozzo di San Patrizio

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La scelta assurda del Governo di ripartire da zero ha costi ingenti (50 milioni di euro) e prospettive assolutamente non credibili

Rischia di essere uno dei più vergognosi sprechi di risorse pubbliche. I 50 milioni di euro stanziati dal Governo e assegnati a Rfi per l’elaborazione dell’ennesimo studio di fattibilità sul collegamento stabile nello Stretto non si giustificano in alcun modo. E bisogna dirlo, e scriverlo, oggi più che mai.
Il ministro Enrico Giovannini, nei giorni scorsi, in risposta alla domanda di un senatore, durante l’audizione a Palazzo Madama, ha dichiarato che i tecnici incaricati dal Gruppo Fs hanno predisposto un cronoprogramma, con le varie tappe, ed entro la fine del 2022 dovrebbe chiudersi l’iter procedurale. Ma di cosa si sta parlando? Quanti hanno capito sul serio cosa sta accadendo? E quanto e come i siciliani e i calabresi, sia quelli a favore sia quelli contrari al Ponte, dovrebbero sentirsi umiliati e sbeffeggiati?
C’è una linea di continuità tra il Governo Conte bis e il Governo Draghi ed è in quella sorta di studio prodotto dal “Gruppo di lavoro” voluto dall’ex ministra dei Trasporti Paola De Micheli. Discutibilissima la genesi di questa Commissione di esperti, discutibilissima la scelta dei componenti (neppure uno dei principali esperti di Ponti!). Quel Gruppo di lavoro, dopo aver impiegato più di un anno, ha consegnato una relazione al ministro Giovannini, nel frattempo subentrato a Paola De Micheli. E il Governo Draghi è ripartito da lì: «Sulla base delle considerazioni riportate, il GdL ritiene che la soluzione aerea a più campate sia potenzialmente più conveniente di quella a campata unica. Il GdL ritiene di sconsigliare le soluzioni dei tunnel subalveo e in alveo soprattutto per l’elevato rischio sismico ad esse collegato e per la mole di indagini geologiche, geotecniche e fluidodinamiche necessarie per verificarne la fattibilità tecnica, ma anche per l’eccessiva lunghezza necessaria per il tunnel subalveo e la presumibile durata degli approfondimenti necessari per la nuova soluzione del tunnel in alveo, per la quale mancano riferimenti ed esperienze». Eliminati i Tunnel, si è indicata come preferibile l’opzione del Ponte a più campate, che era stata scartata in passato.

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