Giovedì, 06 Ottobre 2022
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L'INTERROGATORIO

L'aggressione alla riunione condominiale, Schirò sceglie la strada del silenzio

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L'uomo deve rispondere di reati di atti persecutori e lesioni

Il 65enne Carmelo Schirò è finito in carcere con le accuse di atti persecutori, ovvero lo stalking, e di lesioni. Quindi non soltanto per il quarto d’ora di ordinaria follia alla riunione condominiale del 1° marzo scorso, quando si scagliò con inaudita violenza contro il professionista che poi l’ha denunciato insieme al suo legale, l’avvocato Daniela Agnello.

Non c’è stato quindi soltanto quell’episodio alla base della richiesta d’arresto formulata dal pm Anita Siliotti, il magistrato che si occupa della vicenda, e poi accordata dal gip Eugenio Fiorentino.
Nei giorni scorsi a chiarire tutti i contorni della vicenda era intervenuta l’avvocato Daniela Agnello, legale del professionista che aveva subito la violenta aggressione ed era rimasto seriamente ferito: «Nella riunione condominiale non è intervenuta una rissa - aveva spiegato il legale -, ma un’aggressione, grave e violenta. Un attacco frontale, immotivato e improvviso, folle e impetuoso, da parte di un solo condomino, accompagnato da insulti e minacce di morte, nonché calci e pugni anche per chi tentava di fermarlo nella sua furia rabbiosa. I fatti sono stati riportati nel verbale dell’assemblea a disposizione dell’autorità competente».

Il quadro quindi è più complesso e la sequela di minacce secondo quanto è stato accertato dalla polizia è partita da un tempo molto più lontano, ed ha avuto spesso come teatro il palazzo in centro dove Schirò e il professionista rimasto ferito abitano da parecchi anni.

E c’è poi ancora un altro aspetto in questa storia, ovvero il sequestro del materiale di estrema destra effettuato il giorno dell’arresto in casa di Schirò dagli investigatori della Digos, chiamati dai colleghi delle Volanti. Materiale che è attualmente al vaglio del pm Siliotti con una prima informativa della Digos e potrebbe portare ad altre imputazioni a carico dell’uomo.
Ieri mattina il 65enne, accompagnato dal suo difensore di fiducia, l’avvocato Salvatore Silvestro, è comparso davanti al gip Fiorentino. E si è avvalso della facoltà di non rispondere.

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