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OPERAZIONE ALCANTARA

Spaccio tra la movida di Taormina, 21 condanne e 2 assoluzioni

di
Messina, Cronaca
Il Tribunale di Messina

Si chiude con ventuno condanne e due assoluzioni il processo di primo grado scaturito dall’operazione “Alcantara” che lo scorso aprile puntò i riflettori su una vasta rete dello spaccio di droga gestito da due gruppi nei luoghi della movida della zona ionica, tra Taormina Giardini Naxos, e in alcuni centri della vicina valle dell’Alcantara, in provincia. La sentenza è del gup Simona Finocchiaro a conclusione di una lunga udienza preliminare suddivisa in più step, con la “sconto” di un terzo della pena per la scelta del rito abbreviato da parte dei 23 imputati. Leggendo la sentenza sul piano delle pene irrogate, - l’entità è minore rispetto alle richieste ma in alcuni casi le supera -, è stato praticamente accolto l’intero quadro accusatorio prospettato a suo tempo dalla Procura, dopo l’indagine dei carabinieri.

La sentenza

La condanna più alta, 14 anni, 7 mesi e 10 giorni, è stata inflitta a Maurizio Carmelo Chisari. Ecco le altre pene decise dal gup: Mario Giovanni Chisari, 7 anni e 8 mesi; Alfio Cicala, 2 anni; Vincenzo Curia, 13 anni e 4 mesi; Vincenzo Verga, 6 anni e 11 mesi e 10 giorni; Alfredo Mancuso, 7 anni e 8 mesi; Mario Alessandro Cutrufello, 7 anni, 6 mesi e 20 giorni; Simone Raiti, 2 anni (per un capo d’imputazione già l’accusa aveva chiesto il non doversi procedere per una “duplicazione” con un procedimento precedente già definito); Marco Giovanni Condorelli, 13 anni e 6 mesi; Carmelo Coco, 11 anni e 4 mesi; Leonardo Patanè, un anno e 4 mesi; Salvatore Sergio Corica, un anno e 4 mesi; Antonio Cacciola, 9 anni, 5 mesi e 10 giorni; Victor Joao Gualberto Amorelli, 6 anni e 10 mesi; Gianluca Russo, 6 anni e 8 mesi; Emmanuele Grasso, 6 anni, 8 mesi e 20 giorni; Antonino Nucifora, 6 anni e 8 mesi; Paolo Monforte, 6 anni, 10 mesi e 20 giorni; Emanuele Giordano, 5 anni e 4 mesi; Soufiane Ouguas, 6 anni, 9 mesi e 10 giorni; Carlo Di Pasquale, 6 anni, 8 mesi e 20 giorni.
Il gup ha poi deciso due assoluzioni totali da tutte le accuse contestate: per Giuseppe Raneri con la formula «per non aver commesso il fatto», per Santo Famoso con la formula «perché il fatto non sussiste». Hanno registrato poi assoluzioni parziali da alcuni capi d’imputazione: Alfio Cicala, Simone Raiti, Marco Giovanni Condorelli, Antonio Cacciola (per lui sono stati “cancellati” dal gup ben 24 capi d’imputazione), Carlo Di Pasquale, Carmelo Coco, Victor Joao Gualberto Amorelli, Soufiane Ouguas e Paolo Monforte.
A dicembre i pubblici ministeri Antonella Fradà, sostituto della Dda, e Roberto Conte, avevano chiesto 23 condanne dai 27 anni fino ad un minimo di 3 anni e 6 mesi di reclusione. La condanna più alta, 27 anni, era stata chiesta per Maurizio Carmelo Chisari.

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