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MAFIA BARCELLONESE

Concorso esterno, l’ex sindaco di Spadafora indagato dalla Dda

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La maxi operazione su Cosa nostra barcellonese: il medico Giuseppe Pappalardo avrebbe avuto rapporti con il boss Carmelo Vito Foti
Messina, Cronaca
Il Comune di Spadafora

Concorso esterno all’associazione mafiosa dei barcellonesi capeggiata dal boss Carmelo Vito Foti. È questa l’ipotesi di reato principale per l’ex sindaco di Spadafora per due mandati, nel 2009 e nel 2014 il cardiologo Giuseppe Pappalardo, il cui nome è comparso più volte nel corso della maxi inchiesta sulla riorganizzazione di Cosa nostra barcellonese. La stessa ipotesi di reato formulata dalla Distrettuale antimafia riguarda anche un professionista che viene definito negli atti d’indagine «uomo di sua fiducia», l’architetto Fortunato Cannunni. Ad entrambi i carabinieri ieri mattina hanno notificato un’informazione di garanzia che attesta l’iscrizione nel registro degli indagati per i reati di concorso esterno all’associazione mafiosa e corruzione con l’aggravante mafiosa.

Ha scritto tra l’altro il capo dei gip di Messina Ornella Pastore nella sua ordinanza: «... emerge quindi come Pappalardo e Cannuni fossero stati assai vicini a di Foti Carmelo Vito, in favore del quale si adoperavano per accondiscendere alle sue pretese, conoscendo bene il suo spessore criminale di costui, e la sua capacità di procurare all'occorrenza, sostegno elettorale, di cui il Pappalardo, per come riferito dal Foti, aveva beneficiato». C’è un altro passaggio dell’ordinanza di custodia che si occupa delle elezioni amministrative a Spadafora del 2019 e della contrapposizione tra i “rivali” delle due liste in corsa, Tania Venuto e Letterio Pistone, visto che Pappalardo dopo due mandati non poteva più candidarsi, elezioni poi vinte dalla Venuto con 38 voti di scarto. Eccolo: «Il 18 aprile 2019, Pistone Letterio, accompagnato da..., si recava difatti presso l’abitazione del Foti per chiedere il suo supporto elettorale, che il predetto garantiva, invitando il Pistone a rivolgersi, a suo nome, a vari soggetti, tra i quali anche taluni componenti della famiglia di Antonino Bonaffini, detto Ninetta (e ciò a conferma di uno storico legame criminale tra Foti Carmelo Vito e Bonaffini Antonino, detto Ninetta), per procurare voti. Nel corso dello stesso dialogo, poi, Pistone richiedeva la mediazione del Foti per potere raggiungere una intesa elettorale con Pappalardo Giuseppe - sostenitore del candidato a sindaco Venuto - sfruttando presunti dissapori con la predetta donna; ed anche per questo interessamento, Foti garantiva la sua disponibilità».

Leggi l'articolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Messina

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