Martedì, 28 Giugno 2022
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Messina, crescono i costi delle discariche: i cittadini pagano una Tari più cara

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La scorsa settimana la comunicazione di Sicula Trasporti che ha spiazzato tutti

Altro che risparmio, la Tari di quest’anno sarà la più cara di sempre. Sono bastate le poche righe arrivate a fine gennaio dall’azienda che si occupa dello smaltimento dei rifiuti, a ribaltare le rosee previsioni di fine anno.
Nella prima stesura del piano economico finanziario che poi porta a definire le tariffe che i messinesi dovranno pagare per i loro rifiuti, Palazzo Zanca aveva chiuso i conti con un rincuorante –3% rispetto all’ultimo piano approvato dal Consiglio comunale, quello del 2020. Ma l’illusione è durata solo un mese.

Rifiuti oltre Stretto

La settimana scorsa, la Sicula Trasporti, l’azienda di Lentini in amministrazione giudiziaria dove vengono inviati i rifiuti indifferenziati di Messina e altri 140 comuni, ha scritto a tutti i sindaci dicendo loro che per il 2022 la tariffa per lo smaltimento dell’immondizia non differenziata sarebbe cresciuta. E che impennata, visto si tratta di un aumento del 75% in unica soluzione. Per smaltire una tonnellata di indifferenziato a Lentini, Messina ha pagato, negli ultimi sei mesi, in media, 150 euro, iva inclusa a cui si aggiungono 20 euro di trasporto. Dal primo gennaio quella cifra è diventata 264 euro, sempre con 20 euro di trasporto. 114 euro in più che equivalgono ad un salasso per i cittadini. Partiamo dalle spiegazioni di questa impennata. Non sono contenute nella nota inviata al Comune, ma tutto lascia pensare che sia stata intensificata in maniera significativa la tanto temuta fase del trasferimento fuori regione dei rifiuti dell’Isola. La Sicilia, con scelte politiche miopi (in un ampio arco di tempo) sui temi degli impianti, adesso non ha più la capienza che serve per gestire i rifiuti che produce. E quindi è costretta a mandare in giro per l’Italia le “monnezza” con un sovrapprezzo che ora sta prendendo corpo.

Ecco cosa cambia

Tradotto in cifre, questo clamoroso aumento dei costi di smaltimento porta il valore dell’intero piano economico da 48,4 milioni a 54,1 milioni. Si tratta di un aumento del 11,93% che diventa, però, sulle tariffe che dovranno pagare i cittadini, un più 7,2%, sempre ammesso che il Consiglio Comunale approvi le tariffe che presto gli saranno presentate e non lo bocci come l’anno scorso quando l’aumento sarebbe stato del 9%. Questo perché pesa l’incremento della platea dei contribuenti con 5.833 nuove utenze scoperte dall’Ufficio Tributi: più persone pagano, meno si paga. In gran parte si tratta di utenze domestiche (+5515) che porta il totale dei contribuenti, negozi compresi, a 121.384.
Per fare il consueto esempio che aiuta a capire la portata di questo aumento, prendiamo come riferimento la casa di grandezza media della città: 91 metri quadri. È su questa tipologia di appartamento che si calcola l’aumento medio del 7,2%. Per ciò, ad abitare l’immobile è un single l’aumento del 2022 della Tari è di 18 euro, per una coppia di 26 euro, per tre persone di 28, per 4 di 32, per 5 persone di 33, per sei persone o più di 36. L’aumento cresce in maniera proporzionale rispetto alla grandezza dell’appartamento. Se è più piccolo di 91 metri quadri allora l’aumento sarà inferiore. Cambiano anche le proporzioni fra costi fissi e variabili (l’anno scorso erano del 30 e 70%) che passano al 40 e 60% circa. Sono 15.856 le utenze che riceveranno lo sconto per aver portato i rifiuti in isola ecologica, 1.312 quelli che hanno usato la compostiera. In totale queste famiglie risparmieranno 1,5 milioni.

Le utenze domestiche

Un discorso a parte lo meritano le utenze non domestiche. Quelle che sono rimaste chiude a lungo a causa del Covid, nel 2020 avevano pagato il 50% della tariffa e nel 2021 il 33%. Per loro era prevista la piena esenzione in quel biennio e per questo nel 2022 avranno una riduzione pari a quanto già versato e, in media, pagheranno circa il 20%. Il Piano economico di Messina Servizi e del Comune per la gestione dei rifiuti, quello da 54,1 milioni ha già superato l’esame della Srr, e ora è atteso dal controllo dei Revisori dei Conti. Ma i conti più amari, saranno sicuramente quelli che faranno i messinesi di fronte alle prossime bollette.

Musolino: “Aumento fuori dal nostro controllo”

«L’aumento è interamente addebitabile alla crescita esponenziale dei costi di smaltimento imposti da Sicula Trasporti – dice l’assessore e presidente della Srr Metropolitana – Dafne Musolino e pres Senza questa impennata avremmo addirittura risparmiato. Ma il costo dell’indifferenziata è fuori dal nostro controllo e ci deve ar capire sempre più che dobbiamo fare la differenziata anche per risparmiare. Nei mesi scorsi la Regione si era impegnata a dare dei contributi, a valere sui fondi Poc, per sostenere gli extracosti. Ma non ci sono arrivate altre comunicazioni in questi giorni e comunque sarebbero a rendicontazione e quindi il cittadino avrebbe restituito qualcosa l’anno prossimo».

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