Mercoledì, 25 Maggio 2022
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IL CASO

Messina, il seminarista rinuncia alla causa con la Curia ma c'è quel "materiale inquietante"

Una rete di approcci sessuali verso l’ex seminarista in alcuni casi anche blasfemi da parte di più d’un sacerdote attualmente in servizio: «Verrò in seminario e vedrai, ti farò buttare fuori»

La cerniera di quella borsa piena di carte, messaggi e foto che fece vedere all’arcivescovo il 13 giugno del 2020, e che lo stesso prelato definì «materiale inquietante», rimarrà chiusa. Perché l’ex seminarista “licenziato” dopo aver denunciato di aver subito avances sessuali da parte di diversi preti di Messina, ha rinunciato alla causa civile che aveva intentato contro la Curia e l’arcivescovo Giovanni Accolla. Aveva chiesto un milione e mezzo di euro di risarcimento.

Ma lo spaccato che emerge dagli atti mai depositati in questa causa, ma che “esistono” ancora, è oggettivamente inquietante, perché ricostruisce una rete di approcci sessuali verso l’ex seminarista in alcuni casi anche blasfemi da parte di più d’un sacerdote attualmente in servizio, se così si può dire, nel nostro circondario religioso. C’è per esempio il caso di un cappellano che ha inoltrato centinaia di messaggi confidenziali al 37enne, a qualsiasi ora del giorno e della notte, chiamandolo spesso con nomignoli intimi, fino ad arrivare alle minacce quando i rapporti si sono incrinati definitivamente per i rifiuti dell’ex seminarista alle avances («... alla prima occasione verrò in seminario e vedrai, ti farò buttare fuori... e non finirà così, informerò pure mons. Accolla... adesso ti faccio vedere cosa significa soffrire per una persona a cui si vuole bene. Ti faccio sbattere fuori e mi dovrai rimpiangere»).

La lettera dell'arcivescovo Accolla

In una lettera inviata all’ex seminarista nel luglio del 2020, monsignor Accolla affermava: «... ti scrivo questa lettera a ricordo degli incontri avuti il 13.06, il 24.06 e il 2.07.2020. In questi incontri abbiamo un po’ riepilogato quanto accaduto e nello stesso tempo abbiamo fatto delle considerazioni, cercando di pianificare modi, luoghi e contenuti per dare attento riscontro al tuo desiderio di rimetterti in gioco in vista di un eventuale accesso agli Ordini Sacri del Diaconato e del Sacerdozio. II 13 giugno ti sei presentato esprimendo questo tuo desiderio con un duplice bagaglio: uno contenente una ricca documentazione di materiale inquietante riguardante sacerdoti del nostro presbiterio e ancora una preziosissima lettera del Santo Padre, Papa Francesco, nella quale venivano indicati i punti salienti di un vero e autentico cammino ecclesiale di discernimento. Ho subito ribadito che il materiale inquietante non era un presupposto per il dialogo e per il discernimento, anzi era addirittura compromettente sin da subito il desiderio di poter accedere agli Ordini Sacri. Non si può donare la vita al Signore per paura, con ricatti o sotto la pressione di intimidazioni. Dinanzi a questa mia affermazione hai voluto precisare che il contenuto del tuo borsone non era materiale di ricatto ma bensì di riscatto. Nel rispetto della tua considerazione ho ulteriormente ribadito che nella vita i riscatti avvengono con cose buone e con buone relazioni, non con materiale inquietante».

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