Giovedì, 20 Gennaio 2022
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"Scuola in presenza" Messina scrive alla prefetta Di Stani. "Seguire linea del Tar Campania"

Chiede di verificare che la Regione Siciliana e tutte le amministrazioni locali che ricadono nel territorio provinciale, diano corretta e piena attuazione al dettato normativo nazionale

La rete nazionale scuola in presenza di Messina si rivolge alla prefetta Cosima Di Stani per porre attenzione sul testo del decreto 19 del 10/1/2022 emanato dal presidente del Tar Campania, con il quale il Giudice Amministrativo ha appena accolto l'istanza cautelare e, per effetto, ha sospeso l'esecutività dell'ordinanza della Regione Campania nella parte in cui stabilisce che, fino al 29 gennaio 2022, è sospesa l'attività scolastica in presenza.

"La vicenda si legge nella nota - riveste interesse ed ha ripercussioni a livello sia nazionale sia locale, e quindi anche nella nostra Regione, in quanto nonostante la norma statale preveda espressamente ed in modo inequivoco che la didattica si debba svolgere in presenza e che i Presidenti delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano e i Sindaci possano derogarvi, per specifiche aree del territorio o per singoli istituti, esclusivamente in zona rossa e in circostanze di eccezionale e straordinaria necessità (sorvoliamo sull’imbarazzante confusione presente sia nell’ordinanza regionale del 7 gennaio sia in quelle sindacali, relativa al non aver tenuto conto delle modifiche apportate al DL del 6 agosto 2021 nella sua conversione in Legge 133 del 24 settembre, che abolisce la dicitura ‘arancione’) alcuni Sindaci, del tutto illegittimamente, hanno emanato nuovamente ordinanza di chiusura delle scuole e attivazione della didattica a distanza, in assenza dei presupposti previsti dalla legge. Tali provvedimenti, caratterizzati da gravi profili di illegittimità, sono attualmente sospesi dalla decisione del governo regionale di posticipare il rientro a scuola con una modifica del calendario scolastico. Tuttavia, diversi sindaci hanno manifestato l’intenzione di riproporre le ordinanze di chiusura al termine di tale fase".

"Nello specifico della nostra Regione - si legge ancora - che è allo stato classificata zona gialla, hanno agito in tal senso, salvo altri, i Sindaci del Comune di Messina, Milazzo, Capo d’Orlando, Capri Leone, Frazzanò, Galati Mamertino, Longi, Militello Rosmarino, Mirto, San Marco d'Alunzio, Alcara Li Fusi, Tortorici, San Salvatore di Fitalia, Acquedolci, San Fratello, Caronia, Naso, Castell'Umberto, Torrenova e Ucria con ordinanze che si ritengono del tutto illegittime in quanto carenti di istruttoria e contrarie alla norma statale, oltre che prive di fondamento".

Il comitato chiede quindi al Prefetto di Messina di verificare che la Regione Siciliana e tutte le Amministrazioni locali che ricadono nel territorio provinciale, diano corretta e piena attuazione al dettato normativo nazionale, astenendosi dall'assumere qualunque provvedimento che, anche e soprattutto in assenza dei presupposti legali di cui sopra, oltre che dei presupposti in fatto, limiti illegittimamente il diritto alla Scuola in presenza della popolazione giovanile, compromettendone il diritto primario all'istruzione.

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