Domenica, 27 Novembre 2022
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RIUNIONE

Tassa di soggiorno, pressing del Comune di Milazzo sugli operatori. Ancora troppi ritardi

Circa il 70 per cento tra albergatori e titolari di B&B non ha versato l’intera tassa o addirittura neppure un minimo
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Maurizio Capone

Si è svolta a palazzo dell’Aquila di Milazzo la riunione promossa dall’assessore allo sviluppo economico Maurizio Capone, dall’assessore al Bilancio, Roberto Mellina e dall’esperto al turismo Gaetano Nanì con gli albergatori cittadini e i titolari di B&B sull’imposta di soggiorno. L’obiettivo è stato quello di sensibilizzare la categoria, ricordando il ruolo di “incaricato di pubblico servizio” del titolare della struttura ricettiva, nel momento in cui riscuota dal turista la quota prevista e l’obbligo di versarla nei tempi previsti dal regolamento comunale nelle casse di palazzo dell’Aquila. In tal senso è stato messo a disposizione un programma che permetterà una migliore interazione con l’apparato burocratico comunale.

“Una opportunità per agevolare il lavoro senza sopportare costi di gestione del programma che è del Comune - afferma Capone – ma non si possono più accumulare ritardi, perché la Corte dei Conti è inflessibile su queste entrate. Purtroppo riscontro scarsa partecipazione da parte degli operatori che sottovalutano evidentemente questa disponibilità alla collaborazione da parte dell’Amministrazione per garantire una corretta contabilizzazione dell’imposta e il versamento nel rispetto dei tempi, evitando così di accumulare ritardi che possono poi essere motivo di omissione con conseguenze pesanti, in quanto, come è noto, i titolari di alberghi o di bed and breakfast assumono, con riguardo all’obbligo di esigere le somme dovute dai turisti, la duplice veste di “incaricati di pubblico servizio”, a cui sono potenzialmente ascrivibili una serie di reati contro la pubblica Amministrazione, e di “agenti contabili”, in quanto gestiscono denaro pubblico per conto dei Comuni”.

L’assessore Mellina invece evidenzia che da una ricerca degli uffici circa il 70 per cento non avrebbe versato l’intera tassa di soggiorno o addirittura neppure un minimo, mentre altri albergatori non sarebbero neppure registrati al Comune. “Una situazione di confusione che stiamo cercando di portare alla normalità, ma la collaborazione degli operatori è fondamentale”

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