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SANITÀ

Dagli autisti soccorritori ai medici, sempre più carenze per il 118 di Messina

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In commissione Sanità all’Ars emergono altri dettagli sulla sera del 10 novembre (e non solo)

Quella maledetta sera non mancavano solo le ambulanze. Non mancavano solo i medici. Laddove l’avverbio “solo” è ovviamente un macroscopico eufemismo. Mancavano persino gli autisti soccorritori. Il dettaglio di come andarono le cose a Messina la sera del 10 novembre, quando ha perso la vita Olga Cancellieri, è sempre più agghiacciante, e va al di là di un evento tragico che si tramuta in simbolo di una battaglia di civiltà.
Dopo la visita degli ispettori ministeriali giunti da Roma, martedì mattina Domenico Runci, responsabile della gestione Clinica e organizzativa della Centrale 118 della provincia messinese, e Vincenzo Picciolo, responsabile dell’Emergenza-urgenza dell’Asp, sono stati ascoltati, in audizione, dalla commissione Sanità dell’Ars. Una seduta alla quale, però, non hanno preso parte né l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, né alcun “delegato” o dirigente. «La politica regionale, dei problemi sanitari del nostro territorio, ne vuole parlare solo nei comunicati stampa o vuole farlo in maniera concreta nelle sedi competenti?», ha attaccato, a proposito dei “convitati di pietra”, il parlamentare messinese del M5S Antonio De Luca, che aveva chiesto l’audizione.
Eppure di spunti ne sono emersi, non pochi. Si torna al dettaglio di quel 10 novembre: a Messina erano operative solo due ambulanze medicalizzate (sulle cinque previste) e una non medicalizzata. In particolare tre (postazioni di Papardo, Policlinico e Boccetta) erano ferme per disposizione della Seus, la società della Regione che gestisce le ambulanze del 118, in quanto mancavano i necessari autisti soccorritori. Cioè l’unica figura comune a tutte le tipologie di ambulanza, che sia medicalizzata o no. Un’altra ambulanza, quella della postazione Piemonte, era sottoposta a sanificazione; e quella di Castanea era ferma in quanto operativa solo 12 ore al giorno. Le ultime due erano regolarmente operative, ma impegnate in altri soccorsi.
Numeri inquietanti, che sottendono carenze croniche. Ad esempio, l’assenza degli autisti soccorritori: quella sera è arrivato un fax tramite il quale la Seus (Sicilia Emergenza-Urgenza Sanitaria) comunicava l’indisponibilità di autisti soccorritori, motivo per cui gli equipaggi sono stati composti con... quelli che c’erano, detta brutalmente. Una circostanza che, pare sia emerso in commissione, avviene di frequente dopo le 20.

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