Martedì, 30 Novembre 2021
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Messina, alle Case Gialle la sfida alla città irredimibile

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Un luogo simbolo: differenziata ai minimi livelli, contenitori dati alle fiamme, villetta vandalizzata e una baracca che “rinasce” ogni notte.... Il sindaco De Luca: installeremo telecamere dovunque, ci sono strategie criminali contro di noi

Una città ha tanti luoghi simbolo. Quando ci si chiede quali siano, facendo riferimento a Messina, vengono in mente subito il Duomo, piazza Cairoli e il viale San Martino, lo Stretto, Capo Peloro, Ganzirri, la Passeggiata a mare, la Zona falcata, Dinnammare, eccetera eccetera. Ma ve ne sono altri, specchio di quella città che, utilizzando un aggettivo caro a Sciascia, dovremmo definire irredimibile.
E uno di questi è in quella terra di mezzo tra Santo e Bordonaro, che non è villaggio Santo né Bordonaro, ma che viene denominata Santo Bordonaro, senza neppure il trattino. E che per tutti gli abitanti della zona, è nota come “i Casi ggialli”. È quel rione che una straordinaria comunità parrocchiale sta cercando di cambiare, di rivitalizzare, di trasformare, al di là dei tanti luoghi comuni. Ma è anche, come si diceva, uno dei simboli della città irredimibile.
Qui lo sfregio alle regole è rappresentato, anche fisicamente, da una baracca. Quella che qualcuno realizzò nel bel mezzo dello spazio antistante la villetta comunale, che è stata demolita e ricostruita infinite volte. Una baracca come segno di sfida, per ribadire che il territorio è “cosa loro”, che ci sono aree da dove il Comune o le altre istituzioni devono tenersi lontani, perché a comandare sono un’altra legge, un altro “Stato”.
Ieri, a effettuare un sopralluogo alle Case Gialle è stato il sindaco Cateno De Luca con tutta la sua Giunta e con i presidenti delle società partecipate, Atm, Amam, Social City e Messina Servizi. È stata la tappa conclusiva del “tour” tra villaggi e quartieri programmato dall’Amministrazione. «Una ricognizione indispensabile, non un tour elettorale», lo ha definito così il sindaco. E lì alle Case Gialle, De Luca ha preso atto che quella baracca è stata ricostruita per l’ennesima volta. Ma non solo. «Questo, mi dicono, è il rione dove la raccolta differenziata è ai minimi livelli, dove vengono quotidianamente bruciati i contenitori, dove si pensa di calpestare impunemente il senso stesso del vivere civile. E noi questo non possiamo consentirlo. Qui stiamo installando le nuove telecamere, le metteremo dovunque, non ci sfuggirà più nulla".

Leggi l'articolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Messina

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