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LA STORIA

Barcellona: lascia quasi 1 milione di euro in beneficenza, ma le nipoti "rubano" l'eredità

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Condannate entrambe nipoti di una ricca ereditiera di Barcellona Pozzo di Gotto, Olivia Siracusa, una vita vissuta nell'agiatezza a Roma dove aveva lavorato nella segreteria politica dell'on. Aldo Moro. Aveva lasciato parte dei suoi averi a “Save the children”, l'associazione per la Lotta contro la sclerosi multipla, Medici senza frontiere, l'Associazione italiana per la ricerca sul cancro, Radio Maria

Per l'eredità della zia buonanima, il giudice monocratico del Tribunale di Barcellona Antonino Orifici ha condannato, riconoscendole colpevoli del reato di appropriazione indebita, due cugine di Barcellona. Si tratta di Anna Siragusa, 57 anni, e Santa Siragusa, 64 anni, entrambe nipoti di una ricca ereditiera, Olivia Siracusa, una vita vissuta nell'agiatezza a Roma dove aveva lavorato nella segreteria politica dell'on. Aldo Moro, morta a 91 anni il 24 aprile 2015, in un letto di una casa di riposo di Barcellona.

Il giudice ha infatti dichiarato le due Siragusa, entrambe colpevoli di appropriazione indebita, riconoscendo alle stesse due distinte aggravanti per tre condotte relative alle azioni di appropriazione indebita di somme per complessive 820mila euro, somma questa investita in un fondo dalla zia buonanima, condannando Anna Siragusa, oltre che per appropriazione indebita, riconosciuta colpevole anche di omessa dichiarazione dei redditi, alla pena di 1 anno e 8 mesi di reclusione e 2mila euro di multa, oltre ad una serie di quattro diverse interdizioni e alla pubblicazione della sentenza. Pena inferiore per Santa Siragusa, condannata alla pena di 1 anno e 2 mesi di reclusione e al pagamento di una multa di 2mila euro. Per entrambe pena sospesa.

Inoltre, le due cugine sono state condannate al risarcimento dei danni nei confronti degli eredi universali, costituitisi parte civile con gli avv. Giuseppe Lo Presti e Angela Pino e, inoltre anche nei confronti di “Save the children” e dell'associazione per la Lotta contro la sclerosi multipla, difesi dagli avv. Massimiliano Canè e Fabio Fossati, associazioni alle quali l'ereditiera aveva destinato con testamento, buona parte delle somme del suo patrimonio in beneficenza.

Le due imputate sono state invece assolte, «perché il fatto non sussiste», per due episodi di circonvenzione di incapace e altri due episodi di appropriazione indebita. Buona parte dello stesso reato di circonvenzione di persona incapace è stato dichiarato prescritto, come prescritti altre due condotte di appropriazione indebita. La vicenda è destinata ad aver un seguito: il Tribunale ha trasmesso gli atti alla Procura, per ipotesi di false testimonianze e per verificare altre ipotesi di reato, anche nei confronti della direttrice pro tempore della Banca Carige di Milazzo. I fatti sono avvenuti durante il ricovero a causa di particolari patologie dell'anziana zia. In quel periodo, prelevati in totale 820mila euro dal conto dell'anziana e malata zia aperto nell'agenzia di Milazzo.

Soldi che facevano parte dei beni mobiliari della zia buonanima che ammontavano ad oltre 1 milione di euro, la quale invece aveva destinato con testamento, buona parte di quelle somme in beneficenza a favore di “Save the children”, l'associazione per la Lotta contro la sclerosi multipla, Medici senza frontiere, l'Associazione italiana per la ricerca sul cancro, Radio Maria e per una organizzazione non governativa, “Midas School”, che opera a Malindi. A ognuna di queste associazioni erano stati destinati 100mila euro per un totale di 500mila euro. Soldi che invece all'apertura del testamento non sono stati materialmente trovati. Il Tribunale nel corso del processo ha ordinato il sequestro di 450 mila euro, oltre a porzioni di edifici e terreni, nei confronti di due cugine.

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