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Messina, i rifiuti fuori regione: la Srr all’attacco

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Si avvicina il momento in cui l’immondizia della città e dell’isola andrà lontano dalla Sicilia con un’impennata dei costi

Il tema adesso non è più se i rifiuti siciliani andranno all’estero o fuori regione, ma solo quando inizieranno questi viaggi. Il sistema dello smaltimento si sta preparando a questa situazione emergenziale che rischia di far schizzare alle stelle i costi di un servizio che finisce tutto sulle spalle dei cittadini. Il grande impianto di Lentini, per quel che riguarda l’abbancamento, è oramai saturo. Di fatto, in queste settimane sta solo stabilizzando la frazione umida, per poi distribuirla ai pochi altri impianti ancora con capienza dell’isola. Che la situazione in ambito regionale stia per precipitare con il redde rationem che lentamente si avvicina, lo testimonia anche una nota della regione inviata a tutte le Srr, le società che gestiscono il ciclo in ambito locale, e nella quale viene chiesta una relazione sullo stato di fatto e sulla programmazione degli interventi, “in ottica di un approfondimento nell’ambito degli obblighi a carico delle Srr". Sembra partita la caccia alle responsabilità per un sistema regionale rimasto senza impianti, lontano dalla realizzazione dei termovalorizzatori e a un anno dal voto. La risposta della Srr Messina area metropolitana, che raccoglie 47 comuni compreso il capoluogo, suona come un attacco che punta a mettere subito le cose in chiaro.

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