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Messina, tre clan autonomi: reggono le accuse per cinque imputati

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Operazione Provinciale, la Corte di Cassazione non alleggerisce le misure cautelari per cinque imputati. Restano dietro le sbarre Tyron De Francesco, Maria e Francesco Puleo. Confermati i domiciliari nei confronti di Antonino e Natalino Summa

Non cambia il quadro delle esigenze cautelari applicate dal gip Maria Militello nell’ambito dell’operazione “Provinciale”, che ha portato alla luce l’esistenza di tre associazioni mafiose tra l’omonimo quartiere, Fondo Pugliatti e Minissale. Capeggiate rispettivamente, secondo la Dda, da Giovanni Lo Duca, Salvatore Sparacio e Giovanni De Luca. La Prima sezione della Cassazione ha infatti confermato l’ordinanza nei confronti di Francesco e Maria Puleo, Tyron De Francesco, Antonino e Natalino Summa. Regge, pertanto, il quadro accusatorio già delineato ab origine e comprovato, successivamente, dal responso del Tribunale del Riesame.
Lo scorso 9 aprile, si aprirono le porte del carcere per De Francesco e i Puleo, mentre furono disposti gli arresti domiciliari per i Summa, padre e figlio. La difesa, recentemente, si è giocata la carta del ricorso alla Suprema Corte, con l’obiettivo di alleggerire le misure a carico dei cinque, ma le istanze degli avvocati Salvatore Silvestro, Pietro Pollicino e Tommaso Autru Ryolo non sono state accolte. Il prossimo passaggio è fissato il 24 novembre, quando il giudice Valeria Curatolo dovrà pronunciarsi sulla richiesta, già avanzata dalla Dda, di mandare a processo gli imputati.

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