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EROGAZIONE IDRICA

Amam riprende l'attacco ai morosi: un condominio di Messina su due è in debito

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Sono 100 milioni i crediti maturati in venticinque anni di attività: occhi puntati su 1500 palazzi, via alle riduzioni dell’erogazione

Riprende l’offensiva contro i furbetti dell’acqua. Amam dopo la tregua per la pandemia, ha riattivato le procedure per il recupero della montagna di crediti che ha maturato negli ultimi 25 anni. Migliaia e migliaia di famiglie messinesi non hanno pagato in maniera continuativa le bollette dell’acqua. Per un certo periodo Amam non le ha nemmeno “inseguiti” quei crediti e in tanti l’hanno franca. Da qualche anno a questa parte dal controffensiva è diventata sistematica. D’altro canto o cambiava registro o rischiava di fare la fine di MessinAmbiente e l’azienda speciale Atm.

«Dopo l’interruzione voluta dall’amministrazione comunale a causa dell'emergenza sanitaria da Covid-19, riprenderanno le attività di recupero crediti – scrive l’azienda in un comunicato stampa – Ripartiranno dunque le procedure di distacco e anche le riduzioni del servizio idrico per le utenze con un alto indice di morosità, così come previsto dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. Parimenti, saranno potenziati i servizi allo sportello e quelli telefonici per garantire la massima assistenza a tutti gli utenti che intenderanno mettersi in regola con i pagamenti, anche ricorrendo agli strumenti di contatto telematico».

Ieri sono partite le prime venti diffide con preavvisi di riduzione dell’erogazione. Erano indirizzate ad altrettanti condomini della città che adesso avranno venti giorni di tempo per avviare il processo di regolarizzazione. Sono proprio i grandi palazzi cittadini il motivo di maggiore interesse dell’azienda di viale Giostra. «In città abbiamo circa 3000 condomini – dice il direttore generale Santi Trovato –, di questi abbiamo calcolato che fra 1500 e 1700 hanno pendenze con la nostra azienda. Alcuni hanno debiti significativi, altri negli scorsi anni hanno avviato un piano di rientro che poi non hanno osservato.

Adesso dobbiamo cambiare passo, secondo il motto “pagare tutti per pagare meno”. Solo se tutti partecipano al pagamento dei lori consumi potremo garantire servizi migliori e più equilibrati in tutto il territorio. Oggi per problemi di bilancio siamo costretti a centellinare gli interventi o la programmazione degli investimenti. Giustamente i cittadini vogliono l’acqua h24, tutto il giorno, ma noi in questo momento, senza i fondi che servono non possiamo dare seguito a questa richiesta».

L’Amam, al contrario di quanto non sia avvenuto fino a qualche anno fa, si affiderà ad una squadra interna per recuperare i 100 milioni di euro che sono maturati dal 1996 a oggi. Verrà loro incontro un database finalmente aggiornato che segnalerà anche l’approssimarsi dei tempi di prescrizione. «Se i condomini o le aziende – conclude Trovato – non dovessero dare seguito alla messa in mora inizieranno le riduzioni dell’erogazione a partire dal 20% e via via crescendo. È vitale per Amam, e vitale per la città e per il senso civico che tutti paghino l’acqua che consumino».

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