Sabato, 16 Ottobre 2021
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IL COMMENTO

Il nodo-Stretto e le incompiute

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Ormai da molti anni questo giornale conduce una battaglia per cercare di migliorare lo “stato delle cose” nello Stretto, crocevia di trasporti e interessi, un’area geopolitica meravigliosamente incastonata nel Mediterraneo che potrebbe finalmente diventare centrale nel contesto socio-economico europeo con la dirimpettaia Calabria e garantire quantomeno una parvenza di sviluppo concreto per le prossime generazioni. E siamo francamente stanchi della solita solfa dei “cervelli in fuga”. Ve ne volete andare? Andatevene, chi resta per lottare davanti al nostro mare ha molto più coraggio... (si attendono solite repliche stizzite).
Il totem-Ponte, che ha condizionato gli ultimi decenni anche per il mancato sviluppo urbano della città (qualcuno si ricorda ancora dell’ottimo Piano Urbani rimasto tristemente nei cassetti?), è finalmente tornato ad essere un argomento realmente affrontato dalla politica dopo anni d’oblio e annunci non rispettati. Anche se a posizioni molto chiare e non equivoche di alcune parti si sommano, e si sono sommate negli ultimi tempi, purtroppo troppo spesso, posizioni di facciata fittizie e intenzioni reali espresse nei circoli riservati sottotraccia molto diverse, con la volontà di affossare tutto.
Basta guardare alle recenti dichiarazioni del ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini davanti alla platea di Legambiente, rilasciate forse un po’ per compiacere l’uditorio: «Abbiamo noi oggi un progetto per fare il Ponte di Messina? La risposta è no».
Ma come Signor Ministro, lo ha scritto in tutte le salse il collega Lucio D’Amico in questi mesi, avvalorando con dati concreti l’esatto opposto dello “stato delle cose”, e siamo tornati indietro, agli studi preliminari?
E intanto i tempi di percorrenza in questa caldissima estate 2021 si sono allungati a dismisura anche per la “tragedia autostrada”, altro incubo vero e proprio per chi è transitato in questo meraviglioso Stretto. L’implementazione dei trasporti a nostro modesto avviso andrebbe accompagnata ad una migliore gestione del “passeggero”, da queste parti, visto che sulle due sponde i tempi di attesa sono veramente devastanti. Ma ad ogni estate si gridacchia solo un po’ in questi giorni d’agosto e di file interminabili. E poi non si programma un bel nulla, se non il diversivo-detersivo di riempire i cervelli con la ormai mitologica “conurbazione”. Che però non c’è. Ci sarà mai?

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