Martedì, 31 Gennaio 2023
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NEL MESSINESE

Fumo dalla Raffineria di Milazzo: l’incubo nei silenzi istituzionali

Ennesimo incidente, una nube giallastra ha ammorbato la Valle del Mela. Da anni si chiedono garanzie pubbliche sui controlli dell’aria. Fino a oggi non c’è alcuna certezza sull’analisi dell’inquinamento

Giornata difficile ieri sotto il profilo ambientale per il comprensorio tirrenico. Per i cittadini di Milazzo e della vallata del Mela è stato un “risveglio” da incubo visto che già dalle 5 del mattino si è levata una nube di fumo giallastro che ha ammorbato il cielo, rilasciando poi uno strato di polvere – probabilmente del catalizzatore inappropriatamente bruciato dagli impianti – che viene ritenuto nocivo. Ecco proprio questo rappresenta il punto chiave di questo ennesimo disservizio. Cosa è stato immesso in atmosfera per diverse ore? Quella nube oltre a mortificare una città che vuole ritagliarsi un ruolo turistico, che effetti ha prodotto o potrebbe produrre sulla salute umana? È doveroso dare alla comunità dell’intero comprensorio industriale delle risposte. Certe e scientificamente affidabili. E questo devono farlo gli enti pubblici a ciò preposti, a cominciare dall’Arpa, ma anche da chi ha il controllo delle centraline di rilevamento. Che, riteniamo, se veramente sono preposte a ciò, qualcosa devono averlo rilevato. Al momento c’è solo la versione “tranquillizzante” della Raffineria che ieri mattina, su precisa sollecitazione del sindaco di Milazzo (che ha chiesto espressamente quali conseguenze per la salute dei cittadini avrebbe provocato quel fumo giallastro) ha diramato una nota ( trasmessa anche alla Regione e al Ministero).

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