Martedì, 21 Settembre 2021
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OCCUPAZIONE

Demansionamenti e riduzioni nella ristorazione per i vigili del fuoco, Cgil di Messina sul piede di guerra

Chiedono il ripristino del livello di inquadramento in caso contrario sono pronti a mobilitazioni e scioperi.

Da ieri i sindacati hanno proclamato lo stato di agitazione delle lavoratrici e dei lavoratori che si occupano di fornire il servizio di ristorazione presso le mense nelle sedi dei vigili del fuoco. Dal primo agosto è subentrato, a Le Palme Ristorazione e Servizi, il Gruppo Elior.

La società ha deciso di non assorbire tutto il personale e di imporre demansionamenti e pesanti riduzioni d’orario. “Non sono stati rispettati i tempi tecnici previsti dalla norma per espletare il cambio appalto - denuncia Giselda Campolo, segretaria generale della Filcams CGIL di Messina – ed è stato impossibile in un solo giorno effettuare le operazioni dovute di verifica degli atti di gara e di tutela dei diritti lesi. Esistono norme molto precise che regolano il cambio appalto ma non esiste ancora una sanzione per chi le viola.

Questo semplice fatto rende spesso inesigibile quanto previsto e mette in difficoltà le organizzazioni sindacali nella tutela dei diritti, non garantendo alle lavoratrici e ai lavoratori quella naturale serenità con la quale dopo decenni di lavoro su un appalto dovrebbero affrontare i cambi di gestione. Un vulnus gravissimo che riduce la qualità della vita lavorativa e crea un clima di costante precarietà”.

Già la prima settimana di lavoro ha fatto sorgere numerose difficoltà tali da far dire a Maurizio Alongi della Filcams CGIL di Messina che “la riduzione oraria non sembra giustificata. Se le lavoratrici e i lavoratori non avessero fatto dal primo giorno orari supplementari e mansioni superiori al livello di inquadramento si sarebbero creati problemi nell’erogazione del servizio”.

Ma la sospensione dell’erogazione del servizio sono gli stessi sindacati a minacciarla: “Chiediamo il ripristino del livello di inquadramento – continuano Campolo e Alongi – del parametro orario settimanale e delle condizioni economiche e normative previste dal contratto collettivo. In caso contrario siamo pronti a mobilitazioni e scioperi. Stiamo attendendo la convocazione alla Direzione Regionale del Lavoro e metteremo in campo tutte le azioni necessarie per la tutela e la salvaguardia del lavoro e delle famiglie lottando finché non verrà garantito sino all’ultima lavoratrice o lavoratore”.

© Riproduzione riservata

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