Giovedì, 29 Luglio 2021
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Green pass e pubblici esercizi. Messina chiede campagne di sensibilizzazione più efficaci

Il tessuto produttivo locale non può sostenere altre restrizioni. Carmelo Picciotto, presidente Fipe Messina, commenta i dati sui vaccinati in città: mancano migliaia di vaccinati nelle fasce più deboli
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Carmelo Picciotto

Sono 53 milioni le persone con più di 12 anni interessate dalla campagna vaccinale. Attualmente, 27 milioni (50,21%) hanno completato il ciclo vaccinale mentre poco meno di 9 milioni sono in attesa della seconda dose. Dunque, 36 milioni sono già vaccinati o in attesa di completare il ciclo (68% del totale) mentre 17 milioni devono ancora avviarlo (32%).

Di fatto, l’obiettivo del 70% con il quale secondo gli esperti si raggiunge l’immunità di gregge è a portata di mano. Nell’ultima settimana sono state effettuate 3,8 milioni di somministrazioni a testimonianza del fatto che la campagna vaccinale prosegue secondo i piani del commissario. Ovunque in Italia, meno che in Sicilia, dove il dato tende sensibilmente a calare. Secondo le stime solo nella provincia di Messina mancano all’appello migliaia di vaccinati nelle fasce più deboli, in particolare over 60, e altrettanti nella fascia over 40. In tutta la provincia l’ultimo dato rilevato ci parla di solo 761 prime dosi. Un dato bassissimo. L’obiettivo dichiarato del green pass è di incentivare le persone a vaccinarsi partendo dal presupposto che l’impedimento a usufruire di alcuni servizi funzioni da “spinta gentile” verso coloro che non sono ancora vaccinati.

Secondo indiscrezioni, il green pass verrà impiegato in modo obbligatorio per aerei, treni a lunga percorrenza, bar, ristoranti, cinema, teatri e per gli eventi in genere. Non si parla di green pass per mezzi di trasporto locali, supermercati, alberghi, campeggi, villaggi turistici, e altre attività economiche. Domani a decidere saranno cabina di regia e Consiglio dei Ministri, ma una riflessione è fondamentale.
“Se da un lato, constatiamo che siamo vicini all’immunità di gregge, dall’altro, riteniamo non necessarie ulteriori misure per spingere le persone a vaccinarsi - spiega Carmelo Picciotto presidente Fipe Messina -. Riteniamo invece più utile mettere in campo iniziative di moral suasion più incisive rispetto a quelle assunte fin qui, per raggiungere quei 17 milioni di irriducibili che non hanno alcuna intensione di accostarsi al vaccino”.
“Nel caso in cui il green pass dovesse essere adottato anche per bar e ristoranti, oggi ci sarebbero 26 milioni di persone (17 milioni nel caso in cui bastasse una sola dose) cui non sarebbe consentito di entrare in queste attività. Migliaia delle quali sono a Messina. L’effetto in termini di contrazione della domanda sul nostro territorio sarebbe devastante anche perché verrebbero penalizzate la fasce di età in cui è maggiore la propensione a consumare fuori casa. Se davvero questo governo ritiene che il green pass sia necessario – conclude Picciotto – allora pretendiamo che questo venga esteso al più ampio numero di attività possibile, al trasporto pubblico e a tutte le attività che comportano assembramenti, immediatamente e contemporaneamente per tutti, perché l’onere sia condiviso da tutti e non solo dai pubblici esercizi che hanno già pagato un prezzo altissimo alle misure di contrasto della pandemia".

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