Venerdì, 17 Settembre 2021
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AL POLICLINICO

Incidente in via Garibaldi: oggi l'autopsia di Rosa Maria Serraino

La docente di 69 anni è stata investita da un'auto mentre faceva retromarcia. Il ricordo della famiglia: "Messina perde una gemma, fragile come un fiore, resistente e preziosa come un diamante"

Stamane al Policlinico "Martino" verrà eseguita l’autopsia sul corpo della povera professoressa Rosa Maria Serraino, la docente di 69 anni rimasta vittima di un assurdo incidente stradale un paio di giorni fa in pieno centro città, dove una vettura sul corso Garibaldi, in retromarcia, l’ha centrata in pieno sulle strisce pedonali, causandole un grave trauma cranico che non le ha dato scampo.

All’ospedale saranno presenti i familiari assistiti dall’avvocato Carmelo Scillia che segue il caso. Sulla morte della signora infatti è stata aperta un’inchiesta dal sostituto procuratore Francesca Bonanzinga che ha indagato il 68enne guidatore dell’utilitaria per omicidio stradale. La docente, che insegnò al "Verona Trento" e al "Caio Duilio", era molto conosciuta e apprezzata in città, ultimamente era titolare del corso di reati informatici all’Unitré.

La famiglia ha voluto ricordarla così: “Oggi Messina perde una gemma, fragile come un fiore, resistente e preziosa come un diamante: Rosa Maria Serraino. Una professoressa ispirata, fine giurista ma soprattutto una grande Donna e Madre. Rosa Maria, Rosetta per i suoi cari, è stata una strenua sostenitrice della vita in tutte le sue manifestazioni; uno dei suoi motti preferiti era infatti “humani nihil a me alienum puto” (“nulla di ciò che è umano reputo estraneo a me”). Per lei l’insegnamento è stata terra di missione, occasione di educazione ma anche di sostegno dei giovani e delle giovani che ha sempre aiutato a prendere coscienza di sé e della propria dignità. La sua vocazione comunicativa non si limitava alla cattedra ma la vedeva promotrice e relatrice di numerosi convegni a tema sociologico e giuridico presso varie istituzioni culturali cittadine. Ha vissuto l’avvocatura e gli studi giuridico-filosofici, che ha coltivato appassionatamente fino all’ultimo giorno della sua vita, come uno scandaglio dell’animo umano e della società. Amava e ricercava la Bellezza che fosse espressione di un cuore elevato e sapeva cogliere questa Bellezza tanto nell’arte quanto nelle persone che incontrava. Nelle relazioni, sia in quelle familiari che amicali, il suo amore e la sua generosità traboccavano senza riserva alcuna. La sua anima pura e nobile, il suo spirito intuitivo e visionario, la sua energia curiosa e premurosa, il suo sorriso aperto a luminoso accompagneranno per sempre il ricordo di lei in tutti coloro che hanno avuto la fortuna, per un giorno o per una vita, di incrociare il suo cammino sulla Terra”.

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