Sabato, 24 Luglio 2021
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PUNTO CROCE

La lotteria dei vaccini e il sortilegio di AstraZeneca

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Aveva appena sollevato la maglietta, offrendo il braccio fiducioso per accogliere il vaccino, passaporto per la vacanza ad Amsterdam. Salvatore, 22 anni, messinese appena laureato, rimarrà così in posizione per 20 minuti, tanti quanto bastano al somministratore per rinfoderare la siringa. Dal dirigente “maximo” della Regione siciliana,  infatti, arriva l’altolà con «effetto immediato» alle dosi di AstraZeneca.

Sono le 18.30 di giovedì 10 giugno, nel calendario omaggio a Diana, dea della caccia. Curioso intreccio di simboli cristiani e pagani, con la preda che sfugge per un soffio alla freccia dell’arco. Alle 18.29, invece, decine di giovani vengono  infilzati  dal siero biforcuto, speranza e paura, modello della scienza sperimentale che si muove a tentoni nel parco mondiale delle cavie umane. Dopo un minuto, però, realizzano che quel siero può essere pericoloso, letale. Indietro tutta, ma non per loro. Chi ha avuto avuto avuto. Io speriamo che me la cavo.

Il vaccino “ballerino” potrà essere somministrato solo agli over 60. Morti sospette, la diciottenne di Genova. E prima ancora l’insegnante siciliana di 37 anni, evidentemente sacrificio  insufficiente per convincere gli stregoni a rivedere le formule della grande riffa dei vaccini. Incidente di percorso. Una patologia pregressa si trova sempre. Qualche raccomandazione, un avviso ai naviganti che non argina il festival degli “Open Day”, la giostra montata per alzare l’asticella dei vaccinati attraverso un groviglio di combinazioni anagrafiche. I dati crescono, il gregge assalta i laboratori del piccolo chimico, la propaganda fiocca in un’esaltazione di prestazioni, amplificata dai tromboni che sovrastano le silenziose trombosi. È qui la festa, ma senza birretta. Può nuocere alla salute.

Il signor Mario, elettricista, ha appena festeggiato i 60 anni. A 59 e 11 mesi l’avrebbe scampata. Ma il tempo, pur colmo di pietas, non aveva considerato le convulsioni degli stregoni, invasi come gli sciamani indiani dal vento di Manitù, il Grande Spirito che si diverte a oscurare e schiarire il cielo, alternando i presagi come fosse il gioco delle tre carte. Giovani, mezza età, anziani. Over o under?  A chi tocca AstraZeneca? Roba da mandare in confusione anche Leonardo Sciascia, con il quaquaraquà che a distanza di un mese si sarebbe ritrovato uomo e poi ominicchio. Nella buona e nella cattiva sorte tocca a Mario, in qualche modo bisogna svuotare i magazzini. Tempo crudele, pensa l’elettricista: ero riuscito a spegnere tutte le candeline sulla torta con un soffio. Di solito un buon auspicio, questa volta un presagio funesto.

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