Sabato, 24 Luglio 2021
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IL CASO

Messina: un giovane confessa i reati, ma una patologia non permette il processo

Il giudice ha accolto la richiesta dell'avvocato difensore, Giovambattista Freni e lo ha dichiarato non imputabile. Il ragazzo tossicodipendente era accusato di maltrattamenti, estorsioni e vessazioni nei confronti dei suoi genitori

L’imputato confessa i reati ma viene assolto perché soffre di una patologia che lo rende non imputabile.
La sentenza, emessa dal Gup di Messina, riguarda un giovane tossicodipendente accusato di maltrattamenti, estorsioni e vessazioni nei confronti dei suoi genitori.

Il giudice, accogliendo la richiesta del suo difensore, l’avvocato Giovambattista Freni, lo ha dichiarato non imputabile, disponendo la misura di sicurezza della libertà vigilata con ricovero in una comunità terapeutica, dalla quale sarà dimesso solo dopo il completamento delle terapie.

Il giovane risulta affetto da una pregressa sindrome di iperattività, iniziata nell’adolescenza, che aveva provocato l'assuefazione a sostanza stupefacente, inizialmente di tipo leggera e poi cocaina e crack. Il processo è stato celebrato con il rito del giudizio abbreviato condizionato a una perizia medica.

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