Venerdì, 23 Luglio 2021
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Così è lo Stretto senza Ponte

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La relazione del Gruppo di lavoro incaricato dal ministero delle Infrastrutture fotografa la condizione attuale di Sicilia e Calabria: Pil, calo demografico, differenze col Nord e mobilità

Se, da un lato, lo studio di oltre 150 pagine, commissionato ad un gruppo di esperti dal ministero delle Infrastrutture, non ha sciolto il quasi secolare nodo del Ponte sullo Stretto, dall’altro offre una fotografia di cos’è, oggi, lo Stretto di Messina. Di qual è, oggi, la condizione di Sicilia e Calabria in termini macro-economici, geografici, trasportistici. Spiega a chi gioverebbe di più, a chi meno, e perché. Riassume, insomma, in quale contesto verrebbe “calato”, semmai venisse realizzato, il Ponte, altrimenti detto “attraversamento stabile dello Stretto”. La Sicilia viene definita dalla relazione una «regione marginale», ma «nel senso etimologico del termine» e si tratta, prima di tutto, di una «marginalità geografica». Vengono riportati alcuni dati che, per certi versi, rappresentano uno schiaffo in faccia, paragonando il territorio dello Stretto a quello della capitale economica del Paese, Milano. «Nel raggio di 1.200 chilometri da Milano abitano 114 milioni di persone, nello stesso raggio da Messina abitano 25 milioni: il 22,7%». E poi: «Sempre nel raggio di 1.200 chilometri da Milano esiste un territorio in grado di produrre 24,7 miliardi di euro di Pil; nel territorio identificato dallo stesso raggio da Messina, il Pil prodotto è di 2,1 miliardi di euro: solo l’8,7% del primo». Un altro dramma che coinvolge l’area dello Stretto, ed in generale Sicilia e Calabria, è legato all’andamento demografico. «Le due regioni – si legge – ospitano l’11,4% della popolazione italiana, circa un terzo di quella del Mezzogiorno e segnano una variazione relativa negativa, sia rispetto al Centro Nord (-9,8%), sia rispetto allo stesso Mezzogiorno (-1,2%)». Una tendenza negativa che coinvolge anche Messina e Reggio Calabria: «Negli ultimi cinque anni, la popolazione anagrafica residente è diminuita del 5,1% a Messina e del 3,3% a Reggio Calabria». Tutto ciò si collega, ovviamente, al mondo del lavoro. Il trend negativo di Sicilia e Calabria fa registrare un -11,7% rispetto al Centro Nord e un -1,4% rispetto al resto del Mezzogiorno.

Leggi l'articolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Messina

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