Venerdì, 22 Ottobre 2021
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RISANAMENTO

Rigenerazione urbana, Messina adesso è in lizza

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Il Governo chiamato a scegliere tra i 290 progetti presentati per un importo di 4,5 miliardi ma le risorse destinate sono pari a 3,2 miliardi

È uno degli otto progetti pilota su tutto il territorio nazionale. Con il piano di sbaraccamento, la rifunzionalizzazione degli ambiti di risanamento e la ricostruzione di porzioni rilevanti di territorio urbano, il Comune di Messina, anzi in questo caso la Città metropolitana, può esibire con orgoglio non solo il fatto d’esserci nel Piano nazionale di ripresa e resilienza ma anche di rappresentare la Sicilia. Nel capitolo della rigenerazione urbana, infatti, c’è solo la nostra città, con la sua richiesta di finanziamento di quasi 100 milioni di euro, assieme a Genova, Milano, Brescia, Ascoli Piceno, Bari, Lamezia Terme e la Regione Lombardia.
Messina ha scelto intelligentemente una doppia strada e l’una non esclude l’altra. Per eliminare una volta per tutte la vergogna secolare delle baracche, si è puntato, da un lato, a un intervento normativo in grado di superare le lungaggini burocratiche (la legge speciale con i poteri affidati al commissario straordinario governativo), dall’altro lato si è inserito nel Recovery Fund questo programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare, che coinvolge i rioni degradati di via Taormina, Fondo Fucile, Giostra, Annunziata, Camaro. Il famoso progetto pilota sul quale nei giorni scorsi si è registrata una polemica tra Amministrazione comunale e Regione siciliana, poi archiviata perché gli atti, alla fine, sono stati trasmessi a Roma.

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