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Il Policlinico di Messina vuole diventare Irccs? Ecco il dossier

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In un documento trasmesso lo scorso 29 gennaio alla Regione l'azienda spiega perché e in virtù di quali specificità vuol diventare il secondo Irccs pubblico della città
sanità, Messina, Cronaca
Il Policlinico di Messina

Una relazione di 154 pagine, con tabelle, grafici, numeri e un titolo: “Richiesta di riconoscimento di Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico”. È il dossier trasmesso il 29 gennaio scorso alla Regione con il quale il Policlinico di Messina, appunto, spiega perché e in virtù di quali specificità vuol diventare il secondo Irccs pubblico della città (dopo il Neurolesi Bonino-Pulejo), il terzo della Sicilia (l’altro è l’Oasi di Maria Santissima di Troina, in provincia di Enna).

Un percorso iniziato lontano dai riflettori, almeno fino a quando, il 25 febbraio, la Giunta regionale guidata da Nello Musumeci non ha approvato la delibera di “apprezzamento” della proposta arrivata da Messina – dopo il placet dell’allora assessore alla Salute Ruggero Razza –, trasmettendo a sua volta gli atti al ministero della Sanità per l’avvio ufficiale dell’iter. Da quel momento è iniziato il dibattito, soprattutto all’interno del fronte sindacale, rivelatosi spaccato (da una parte, finora, Cgil, Uil e Fgu-Gilda, dall’altra Flp, Snals-Confsal e Nursind). Col rettore dell’Università, Salvatore Cuzzocrea, che ha parlato di «grande opportunità» non solo per il Policlinico ma per l’intera città, senza i rischi paventati dai sindacati stessi.

"L’obiettivo – si legge nelle prime pagine del dossier – è quello di dare una risposta qualificata alla domanda di salute del territorio e del cittadino, attraverso un percorso concordato con l’Università. La sinergia con l’Ateneo consente inoltre l’aggiornamento continuo delle risorse tecnologiche e l’adozione dei risultati più efficaci della ricerca clinica, al fine di assicurare elevati standard di assistenza sanitaria nel Servizio sanitario regionale, accrescendo la qualità dei processi di formazione e le conoscenze in campo biomedico e tecnologico, valorizzando altresì in via paritaria le funzioni e le attività del personale ospedaliero e di quello universitario".

Leggi l'articolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Messina

 

 

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