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L'UDIENZA

Bancarotta della società "Il detective" di Messina: in sette scelgono il rito ordinario

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Aperta l’udienza preliminare per l’impresa di vigilanza fallita: solo Formisano e Antonina Corio verso il rito abbreviato

Si divide in due l’ultimo processo ancora aperto per le vicende giudiziarie della nota società di vigilanza e investigazione “Il Detective srl”, in questo caso con l’accusa principale di bancarotta fraudolenta.
Ieri mattina davanti al gup Monica Marino s’è aperta infatti l’udienza preliminare, che ha registrato solo la definizione di due richieste di giudizio abbreviato e di sette con il rito ordinario, per i 9 imputati coinvolti. Poi il giudice ha dovuto rinviare tutti a settembre, a quanto pare per un problema all’impianto di fonoregistrazione.

Questa volta il quadro della accuse è diverso rispetto alle varie tranche che sono state definite negli anni scorsi. Il sostituto procuratore Antonio Carchietti, che a suo tempo condusse le indagini, contesta tra l’altro la bancarotta fraudolenta aggravata a otto dei nove indagati. In questo troncone d’inchiesta si tratta in concreto delle varie relazioni che il curatore fallimentare, l’avvocato Filippo Distefano, ha inviato a suo tempo in Procura durante l’amministrazione giudiziaria, evidenziando una serie di anomalie. La curatela fallimentare è parte offesa nel procedimento.

Sono quindi nove gli indagati coinvolti: Antonina Corio, Daniela Corio, Cristina Corio, Natala Corio, Vincenzo Savasta, Emanuele Galizia, Salvatore Formisano, Federica Cacace e Letterio Arena. Ovvero alcuni eredi del fondatore della società d’investigazione e sorveglianza, Nino Corio, e poi chi ha ricoperto successivamente incarichi societari nel Cda nell’impresa, dichiarata fallita il 13 luglio del 2013.

Ieri quindi hanno chiesto di accedere al giudizio abbreviato solo Formisano e Antonina Corio, e il gup ha rinviato al 16 settembre per la discussione. Mentre per tutti gli altri imputati, con il rito ordinario, il gup ha rinviato al 15 luglio per l’esame in aula di alcuni degli imputati, ovvero Savasta e Galizia.

Leggi l'articolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Messina

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