Domenica, 18 Aprile 2021
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IL PROGETTO

"ForestaMe", così Messina diventa "green city"

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Anche in riva allo Stretto si guarda alla nuova transizione ecologica con un piano si infrastrutture "verdi e blu" inserito nel Recovery Plan

L'affaccio verde sul mare più lungo del Mediterraneo: Messina si candida a diventare una delle città d'Europa protagonista di una grande campagna per invertire il cambiamento climatico e migliorare la vivibilità dell'ambito urbano.

Sembra una sfida utopistica ma stavolta potrebbe, invece, diventare a breve concreta, perché il progetto di “Green City” è uno di quelli che il Comune ha proposto per l'inserimento nel Recovery Plan. E trattandosi di un programma di opere perfettamente rispondenti all'idea di Transizione ecologica che è uno dei punti fondanti del nuovo Piano nazionale di ripresa e resilienza, non dovrebbe far fatica ad avere il via libera.

«Messina, nella sua significativa dotazione di aree collinari al margine della città, - spiegano il sindaco Cateno De Luca e la vicesindaca Carlotta Previti - si rivela uno dei territori più fragili in Sicilia da un punto di vista idrogeologico e, di contro, aggiunge le particolarità derivanti dalla sua posizione e vocazione di città turistica che gode della superficie a mare più lunga e panoramica del Mediterraneo».

Questa è la premessa indispensabile che ha originato l'idea di “ForestaMe”, il progetto pilota di riforestazione mediterranea attraverso il quale si realizzeranno «una serie di infrastrutture verdi e blu».

La vicesindaca Previti la definisce la «madre di tutte le sfide» perché questa potrebbe davvero rendere la nostra una città finalmente vivibile, secondo gli standard europei. Ma cosa prevede il progetto? «Una rete di aree e fasce con vegetazione e permeabilità del suolo, esistenti e di nuova realizzazione, in continuità tra loro, integrate alle aree protette e agli interventi in corso di mobilità dolce e piste ciclabili, con la finalità di accrescere la qualità ambientale ed ecosistemica delle direttrici strategiche e connetterle ad una rete ecologica di area vasta. Un sistema multifunzionale locale che implementi i corridoi ecologici e fasce di forestazione lineare nel perimetro urbano e periurbano integrate con i torrenti, i laghi e il mare e le aree e fasce di vegetazione limitrofe. Passeggiare tra gli alberi con l'affaccio sullo Stretto di Messina sarà finalmente possibile, per restituire alla città un vero rapporto con le colline e il mare, senza che questi siano più un limite ma un punto di forza, attraverso la “costruzione verde”, che sarà adeguatamente pianificato e progettato, per rappresentare una efficace risposta ai problemi della città».

Tutto dovrà essere studiato nel minimo dettaglio: «Gli alberi, gli arbusti, le essenze erbacee saranno gli elementi strutturali del verde urbano, così come i mattoni, i pilastri e le solette di calcestruzzo lo sono per un edificio, ma rappresentano anche, se opportunamente pianificati, la risposta efficace ad una quantità di problemi della città, quali desertificazione, incendi, erosione, isola di calore e consumo di suolo. Di rimando - proseguono De Luca e Previti -, risolvere questi problemi significa anche avere una strategia a lungo termine per raggiungere obiettivi occupazionali, turistici, benessere e di legame alla città. Riducendo le emissioni di Co2 si aumenterà il livello di naturalità e la qualità urbana aumentando la resilienza del territorio urbano agli stress ambientali, al dissesto idrogeologico e agli effetti del cambiamento climatico e la sua capacità di assorbire e compensare le pressioni antropiche e naturali provenienti dall'esterno, compresi gli effetti dei cambiamenti climatici».

Una strategia verde «che introduce il concetto di benessere psicofisico nella concezione dell'abitare per aumentare gli effetti benefici del "verde" sulla salute umana creando tra esse collegamenti verdi, in un'ottica di circolarità infrastrutturale capace di fungere da filo conduttore e collante tra i quartieri e il centro. Un approccio in cui le varie fasi (analisi, progettazione e realizzazione) verranno cadenzate su indicazioni specifiche per gli interventi di forestazione in ambito urbano e periurbano, attenzionando le essenze arboree più adatte a generare benefici ambientali, abbattimento di inquinanti atmosferici, lotta ai cambiamenti climatici in funzione del contesto bioclimatico, pedologico e vegetazionale mediterraneo».

Il grande piano “ForestaMe”, che di fatto interesserà tutte le zone , i quartieri e i villaggi di Messina, sarà presentato alla città nelle prossime settimane. E a questo progetto si collega anche l'appalto che è in corso d'opera, quello riguardante il recupero e la riqualificazione della Foresta (altresì chiamata Pineta o Bosco Vecchio) di Camaro, autentico polmone verde che si sta finalmente cercando di valorizzare (di cui parliamo in questa stessa pagina) anche ai fini della pubblica fruizione, dopo decenni di abbandono.

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