Giovedì, 15 Aprile 2021
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LA CONDANNA

Messina, bruciò la moto del superiore per vendetta. Ex carabiniere condannato a 4 anni e mezzo

Sentenza del giudice monocratico: era accusato d’incendio aggravato. L’ufficiale l’aveva incastrato con un’indagine per concussione
Messina, Cronaca
Salvatore Scardigno

È arrivata la condanna, parecchio pesante, per l’ormai ex brigadiere dei carabinieri 53enne Salvatore Scardigno, che l’anno scorso finì in carcere con l’accusa di aver incendiato per vendetta un ciclomotore ad un suo superiore, che l’aveva inchiodato con l’accusa di concussione dopo un’indagine. La sentenza dice di una pena di 4 anni e 6 mesi inflitta dal giudice monocratico Claudia Misale.
Nel maggio del 2020 furono i suoi stessi colleghi del Comando provinciale di Messina ad andarlo a prendere a casa, per portarlo in carcere, a Gazzi. Quel giorno per Scardigno, originario di Caracas in Venezuela, dopo una serie di guai giudiziari passati nei mesi precedenti e ancora in corso processualmente, fu accusato anche di incendio aggravato di 4 moto e un’auto, fatto commesso la notte del 22 agosto 2019, in un’autorimessa di pertinenza di una palazzina del complesso residenziale “Parnaso” a Messina. Lui mirava ad un solo mezzo, ma poi le fiamme si propagarono troppo rischiando di mandare al rogo l’intero palazzo. Scardigno, che è stato assistito dall’avvocato Domenico Andrè, è da tempo un ex militare, congedato dall’Arma per gravi motivi disciplinari.

Quel giorno avrebbe voluto danneggiare il ciclomotore di proprietà di un ufficiale integerrimo dell’Arma ed investigatore di grande esperienza, il tenente colonnello Ivan Boracchia, che è stato a lungo a Messina e da alcuni mesi è in servizio a Gela.  Il gesto fu per “vendicarsi” del fatto che l’ufficiale, che all’epoca dirigeva il Nucleo investigativo di Messina, aveva condotto un’indagine nei suoi confronti, affidatagli dalla procura di Barcellona Pozzo di Gotto, per concussione.

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