Giovedì, 24 Giugno 2021
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DAL SUO ESILIO

De Luca rompe il silenzio: "O io o La Paglia". Stasera la lettera di dimissioni

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De Luca, che cita persino gli strazianti ultimi attimi di Gesù Cristo sulla Croce, di fatto pone un aut aut. Il direttore generale dell’Asp è ormai da settimane l’obiettivo numero uno dei suoi strali

“Le mie dimissioni da sindaco di Messina sono pronte, perché da autentico uomo delle istituzioni non posso convivere con altre istituzioni che stanno agendo con la logica mafiosa e stanno uccidendo Messina, lasciando i loro servi sciocchi al comando dell’Asp”. Rompe così il silenzio, dal suo esilio a Fiumedinisi, il sindaco Cateno De Luca. Che torna a parlare di dimissioni, annunciando addirittura che oggi alle 19 leggerà in diretta la sua lettera di addio.

De Luca, che cita persino gli strazianti ultimi attimi di Gesù Cristo sulla Croce, di fatto pone un aut aut: o lui, o Paolo La Paglia. Il direttore generale dell’Asp è ormai da settimane l’obiettivo numero uno dei suoi strali. La Regione ha anche inviato una commissione ispettiva all’Asp di Messina, la cui relazione conclusiva è sulla scrivania dell’assessore alla Salute, Ruggero Razza, dal 24 dicembre. La Paglia è stato di fatto esautorato da ogni aspetto della gestione dell’emergenza Covid e la sua permanenza ai vertici dell’Asp sembra ormai agli sgoccioli, ma per De Luca tutto ciò non basta.

Anzi, il fatto che sia ancora lì sembra sottintendere altro, secondo il sindaco, che torna a lanciare gravi accuse: “Non sono arrabbiato ed amareggiato per la reazione di una parte di cittadini ed imprenditori ormai disperati per l’aumento degli effetti pandemici - spiega De Luca -. Sono invece indignato per l’omertà della classe politica locale regionale e nazionale per gli attacchi, minacce e strumentalizzazioni che ho subito in questi ultimi tre giorni dai poteri forti messinesi e siciliani, che hanno approfittato della disperazione della gente per farmi fuori, con l’ausilio di quelle sigle sindacali che ormai hanno dovuto smettere di usare il comune di Messina e le sue partecipate come un bancomat”.

Quindi il nemico numero uno di queste settimane, l’Asp e il suo direttore generale, La Paglia: “Il presidente della regione siciliana Nello Musumeci ed il suo assessore alla sanità Ruggero Razza hanno avallato e sostenuto questa strategia criminale nel miei confronti perché ho chiesto la testa del loro uomo di fiducia Paolo La Paglia. Messina è nella tragedia pandemica per comprovata responsabilità di Paolo La Paglia che evidentemente sta ricattando Musumeci e Razza infatti ancora è li al suo posto ma nessuno parla e tutti tacciano. Io sto rischiando la mia vita perché non ho accettato la logica mafiosa dell’omertà e della complicità”.
Infine l’annuncio: “Alle 19 leggerò in diretta la mia lettera di dimissioni”. Non è la prima volta che De Luca annuncia di voler lasciare la fascia tricolore. Cosa succederà stavolta?

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