Sabato, 31 Ottobre 2020
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LE INDAGINI

Il giallo di Caronia, il pm: "Dopo l'incidente Viviana era agitata e impaurita"

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Viviana Parisi

Una donna fragile, agitata, impaurita. Viviana Parisi stava attraversando un brutto momento della sua vita. La donna sparita col figlio Gioele il 3 agosto e trovata cadavere 5 giorni dopo nelle campagne di Caronia, viene descritta così da chi le stava più vicino.

Ed emerge un ritratto simile dalla descrizione delle ultime persone che l'hanno vista viva, i testimoni dell'incidente avvenuto la mattina del 3 agosto in autostrada. "Da quello che ci è stato riferito dai turisti che hanno visto Viviana Parisi viva a Caronia dopo l'incidente stradale sull'autostrada Palermo-Messina, la signora era agitata e impaurita" ha detto il procuratore di Patti, Angelo Cavallo, titolare dell'inchiesta sulla morte della dj di 43 anni e sulla sparizione del figlio Gioele, di 4 anni.

Al momento è stato aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio colposo e sequestro di persone. "Proseguono le indagini in tutte le direzioni - ha aggiunto il magistrato - al momento non ci sentiamo di escludere nulla. Chiaramente, da come ci è stata descritta, emerge la fragilità della donna in quel momento".

Dello stesso tenore anche le parole di Claudio Mondello, avvocato della famiglia Mondello e anche cugino di Daniele, il marito di Viviana: "Era una donna fragile, aveva avuto problemi anche con manie di persecuzione e deliri mistici. Per questo era stata in ospedale e aveva avuto delle cure".

E ancora: "Non è vero tuttavia - precisa Mondello - che la famiglia ha preso sottogamba questi problemi di Viviana, tanto che l'ha accompagnata in ospedale anche in piena emergenza Covid-19 perché aveva cuore la sua situazione. La donna passava da momenti di lucidità ad altri in cui era confusa e temeva, anche se non c'era alcun motivo reale, che le togliessero o che potesse perdere il figlio Gioele cui era affezionatissima. Negli ultimi tempi era stata meglio, ma la famiglia l'ha sempre assistita e mai lasciata sola. Noi, anche se è irrazionale, speriamo sempre che Gioele sia vivo e proseguiamo le ricerche".

Intanto proseguono, per il 15esimo giorno, le ricerche di Gioele. Anche oggi circa 70 persone, tra vigili del fuoco, protezione civile, forestale, polizia, guardia di finanza e militari del Nucleo cacciatori dei carabinieri e cani specializzati stanno battendo la fitta boscaglia della zona dove è stato trovato il corpo di Viviana controllando anche pozzi, fontane abbeveratoi e casolari.

Oggi nella prefettura di Messina nuovo vertice per orientare le ricerche. Anche i familiari di Gioele proseguono la loro ispezione dei boschi di Caronia aiutati da amici. Ieri i genitori di Viviana hanno chiesto al procuratore di Patti, Angelo Cavallo, di potere effettuare ricerche in modo autonomo.

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