Domenica, 12 Luglio 2020
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POLIZIA MUNICIPALE

Pasticceria aperta a Messina nonostante lo stop, titolare denunciato

Due pasticcerie nell'occhio del ciclone e tanti messinesi allarmati sulla qualità dei dolci che potrebbero continuare ad acquistare e mangiare, visto che i nomi restano top secret. Una scelta, questa, dell'Azienda sanitaria provinciale, che preferisce tutelare la privacy e non danneggiare le attività economiche. Anche perché le carte in tavola cambiano in un arco temporale brevissimo, complici regole spesso poco chiare e cortocircuiti tra “Palazzi”. I punti vendita si trovano uno in centro, l'altro nella zona centro-nord della città. Il primo è stato chiuso sabato scorso, dopo che il personale del Servizio veterinario, guidato dal dirigente Santi La Macchia (settore che si occupa di verificare tutto ciò che riguarda la sicurezza alimentare), e gli uomini della Sezione annona della polizia municipale, coordinati dal commissario Giovanni Giardina, hanno riscontrato grosse carenze di natura igienico-sanitaria: blatte ed escrementi tra materie prime quali uova e zucchero che hanno determinato la sospensione dell'attività.

Ordine però disatteso dal titolare che, come se niente fosse, ha continuato a smerciare cannoli, torte, gelati e altre leccornie a numerosi clienti, non rinunciando agli incassi del weekend. Nei suoi confronti è quindi scattata una denuncia per inosservanza di un «provvedimento legalmente dato dall'Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d'ordine pubblico o d'igiene». È punita, «se il fatto non costituisce un più grave reato, con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda fino a euro 206», recita il Codice penale. Quanto a sporcizia e degrado, analoga era la situazione nella pasticceria della zona centro-nord di Messina chiusa il 19 giugno e riaperta dopo che i proprietari avevano ottemperato alle operazioni di pulizia e disinfestazione dei locali. Restano invece i sigilli apposti al laboratorio-deposito di pertinenza della stessa pasticceria (che si trova ad appena un isolato di distanza), in cui erano presenti insetti ed escrementi di topo tra materia prime, arredi e attrezzature.

L'articolo completo sulla Gazzetta del Sud, edizione di Messina

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