Domenica, 09 Agosto 2020
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IL DEGRADO

Messina, dal 10 giugno lo sgombero dei locali della Real Cittadella

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Finalmente c'è una data: mercoledì 10 giugno. Quel giorno saranno avviate le operazioni di sgombero dei locali della Real Cittadella, fino ad oggi occupati abusivamente da decine di persone, in un contesto di degrado urbano indescrivibile. È da troppi decenni che uno tra i più importanti monumenti della città e dell'intera Sicilia non solo non viene adeguatamente valorizzato - e nel corso del tempo si è anche deliberatamente mandato in fumo un finanziamento regionale da 8 milioni di euro - ma è anche assurto a esempio di vergogna nazionale. Come nei Sassi di Matera all'inizio del Novecento, così nelle “grotte” della fortezza secentesca si vive in condizioni inenarrabili. Si delinque (lo dimostra il caso recentissimo del nordafricano che tiranneggiava con feroce violenza una coppia di senza fissa dimora). E si muore, come ci ricorda la storia della povera Fao, l'artista brasiliana spentasi di stenti dentro la sua “caverna”.

Ieri mattina, nel corso di una “conference call”, svoltasi a Palazzo Zanca, con la regia dell'assessora alle Politiche del Mare Dafne Musolino, è stato messo un punto fermo. Tutti i soggetti che hanno competenze su quella porzione sul territorio faranno la propria parte: dall'Autorità di sistema portuale dello Stretto (rappresentata dal segretario generale Ettore Gentile) alla società Messina Servizi (presente il presidente Pippo Lombardo) e alla Polizia municipale, con il commissario Giovanni Giardina. «Finalmente - spiega l'assessora Musolino -, dopo una serie di sopralluoghi, sono state completate le fasi propedeutiche allo sgombero che hanno riguardato la quantificazione dei dati necessari per la scerbatura dei luoghi che sarà eseguita dalla ditta Ecomonitor; l'esecuzione dei lavori di bonifica e rimozione dei rifiuti affidati alla Messina Servizi; e la successiva chiusura dei varchi di accesso al fine di impedire nuove occupazioni. Le attività che sono state concordate tra l'Autorità portuale, il Comune, e la Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali, prenderanno il via mercoledì con l'identificazione degli occupanti da parte del personale della Polizia municipale e della Capitaneria di porto. Le attività proseguiranno sino al totale sgombero dell'area e alla chiusura di tutti gli accessi per consentire all'Autorità portuale l'avvio delle operazioni di riqualificazione». È un passo avanti importante, come sottolinea la Musolino, che conferma come ogni matassa ingarbugliata possa essere sbrogliata, sempre che ci sia la volontà politica. Ed è solo una questione di volontà politica anche quella che riguarda il risanamento delle aree degradate di Messina.

L'articolo completo sulla Gazzetta del Sud, edizione di Messina

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