Giovedì, 24 Settembre 2020
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L'INCHIESTA

Truffa all'Asp di Messina, altri sei mesi d’indagine

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Un proroga delle indagini per altri sei mesi. E poi un accertamento tecnico irripetibile su tutto il materiale sequestrato dalla Guardia di Finanza durante la prima fase dell’inchiesta. ci sono parecchie novità per l’operazione “Apotheke”, con cui nelle scorse settimane la Procura e la Guardia di Finanza hanno scoperto una mega truffa all’Asp. Rimborsi “gonfiati” di migliaia di ricette mediche, intestate anche a pazienti morti o inesistenti, vicenda che aveva come “centrale” la farmacia Romeo del villaggio Aldisio e come ramificazioni una serie di medici di base.

Che ha coinvolto in tutto dodici persone tra medici di base, farmacisti e ausiliari di farmacia. I reati contestati vanno dall’associazione per delinquere alla truffa aggravata, al falso ideologico, all’esercizio abusivo della professione medica, alla somministrazione di morfina senza la prevista prescrizione medica.

Ma c’è ancora dell’altro, visto che il gip Maria Militello, il magistrato che ha siglato l’ordinanza di custodia cautelare della vicenda, ha revocato la sospensione di un anno dall’esercizio dell’attività professionale che aveva deciso in precedenza per uno degli indagati, il medico di base Santi Ielo, accogliendo l’istanza che aveva presentato il suo legale, l’avvocato Giuseppe Carrabba.

«Il difensore - scrive il gip -, chiede la revoca della misura cautelare applicata al proprio assistito, deducendo che il Tdl ha revocato la misura al coindagato De Domenico per carenza della gravità indiziaria». Quindi il gip «considerato che il Tdl ha revocato la misura interdittiva ad altri medici che si trovano in posizione analoga», ha disposto la revoca anche per il dott. Ielo, che quindi può tornare ad esercitare la professione.

Ma torniamo al troncone principale dell’inchiesta. Il pm Francesca Bonanzinga, il magistrato che ha coordinato l’inchiesta della Finanza, ha chiesto e ottenuto dal gip Militello la proroga per altri sei mesi delle indagini preliminari a «carico di Liosi Ciro, Minutoli Nunzio, Romeo Giovanni, Sparacino Marisa, Romano Sergio, Samperi Stefania, Costanza Valentina», quindi per sette persone del novero complessivo degli indagati, che sono in tutto dodici.

Per altro verso sempre il pm Bonanzinga in questi giorni ha comunicato a tutti e dodici gli indagati - Sergio Romeo, Ciro Liosi, Gregorio Filippo Cutrì, Salvatore De Domenico, Basilio Cucinotta, Santi Ielo, Nunzio Minutoli, Giovanni Romeo, Marisa Sparacino, Sergio Romano, Stefania Samperi e Valentina Costanzo -, che il 27 aprile prossimo si procederà al cosiddetto “accertamento tecnico irripetibile”. In concreto il magistrato ha affidato ad un consulente una perizia su pc, telefoni e pen drive sequestrati dalla Finanza negli studi medici e nella farmacia Romeo nel primo step dell’inchiesta. E soprattutto nella farmacia è stato trovato parecchio altro materiale.

Ecco i nomi delle sette persone raggiunte l’11 marzo da misura cautelare: il farmacista Sergio Romeo, titolare della “Farmacia del Villaggio”, al rione Aldisio, e il medico di base Ciro Liosi, finirono agli arresti domiciliari. Altri cinque medici di base furono sospesi dal servizio per un anno, con una misura interdittiva: Filippo Gregorio Cutrì, Salvatore De Domenico, Basilio Cucinotta, Santi Ielo, Nunzio Minutoli. Altre cinque persone risultarono indagate per vari reati: Giovanni Romeo, padre del farmacista Sergio, Marisa Sparacino, madre del farmacista, Sergio Romano, collaboratore della farmacia, Stefania Samperi, farmacista, Valentina Costanzo, farmacista.

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