Giovedì, 01 Ottobre 2020
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L'INTERVISTA

I funerali del fratello dell'ex boss Sparacio, il questore di Messina: "Presto le sanzioni"

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Partendo dal caso Sparacio, il corteo funebre al fratello dell'ex boss, rimbalzato perfino sulla stampa estera per la sua gravità in tempi di coronavirus e restrizioni, abbiamo fatto una lunga chiacchierata con il questore Vito Calvino. Ed è la prima volta che parla da quanto tutta Italia è piombata nell'incubo pandemia.

- Partiamo dal corteo funebre...

«È stato sicuramente un episodio spiacevole, che non doveva accadere, a maggior ragione in considerazione del periodo che stiamo vivendo. Ha dato a noi la stessa sensazione di irritazione che sono certo ha provocato nella stragrande maggioranza dei messinesi. Tanto è vero che nell'immediatezza ci siamo subito mossi con la Mobile, d'intesa con la Procura, per ricostruire tutti i fatti in maniera chiara. Questa attività è in stato più che avanzato, a breve rassegneremo le nostre conclusioni alla magistratura per eventuali profili di reato che la Procura intenderà ravvisare. In ogni caso è certo che dal punto di vista amministrativo saranno adottati tutti i provvedimenti per i soggetti che abbiamo identificato».

- Ci sono solo dei profili amministrativi o anche penali?

«Guardi, per quello che ci riguarda i provvedimenti che dobbiamo assumere in proprio, sicuramente saranno riferiti a circa una ventina di soggetti identificati. Si tratta di provvedimenti di tipo amministrativo che sono consequenziali alle nuove norme che sono in vigore in questo periodo».

- Questa vicenda ha dato la stura a considerazioni rispetto all'assenza di controllo del territorio. Lei come risponde a questo?

«Le rispondo in maniera molto chiara. È giusto che di fronte a un episodio del genere la gente si faccia qualche domanda. È sotto gli occhi di tutti una vera e propria rimodulazione del controllo del territorio in senso lato. Tradotto in sostanza vuol dire che ci sono una serie di segnalazioni, di controlli da fare, una serie di obiettivi fissi da presidiare, soprattutto tutte le situazioni che riguardano lo Stretto. In questo mese abbiamo affrontato senza soluzione di continuità una serie di vicende estremamente complesse e delicate, e devo dire con grande soddisfazione che non si è avuta alcuna ricaduta negativa sotto il profilo dell'ordine pubblico. Questo grazie anche ad un'attentissima e continua regia attraverso i comitati provinciali, del prefetto Librizzi in particolare. C'è stata una grande attenzione delle forze dell'ordine, polizia, carabinieri, guardia di finanza, polizia municipale, che esegue un lavoro eccellente e che attua quotidianamente. Quindi non è da escludere che nel caso specifico le osservazioni siano legittime da parte di chi le vive dall'esterno. È un dramma che è capitato a tante, troppe persone, la perdita di un congiunto. Qui il dramma s'è unito all'azione da parte di alcuni soggetti che già normalmente non hanno una grande disponibilità all'osservanza delle regole, e avranno ritenuto colpevolmente di potere organizzare un transito, un accompagnamento al cimitero».

- Sul fatto in concreto cosa pensa?

«Che tutto si verifica in un momento in cui evidentemente per fattori contingenti nessun equipaggio ha avuto modo di constatarlo direttamente. Come peraltro resta anche il fatto, non secondario a mio avviso, che nessuna segnalazione è stata fatta durante gli eventi, saremmo immediatamente intervenuti. Per carità, lungi da me contestare la facoltà di fare fotografie o di poterle far girare sui social, l'unica cosa che dico, magari non il giorno dopo o due giorni dopo. Mi sarei aspettato anche in forma anonima, una telefonata, una cosa che mi permetto di porre alla riflessione di tutti i messinesi. Noi non ci nascondiamo e siamo sempre aperti al confronto».

- Ai messinesi dice solo questo?

«No, come questore responsabile della sicurezza in città, ma credo di poter parlare anche per tutti gli operatori, voglio approfittare di questa occasione per ringraziare i cittadini messinesi per il loro comportamento durante questo periodo, stanno dimostrando grande senso di responsabilità, oltre che grande spirito di sacrificio: poche violazioni alle disposizioni, reati in calo vertiginoso per fortuna, ma soprattutto in generale ottimi comportamenti. Sono certo che i messinesi continueranno a comportarsi così perché hanno capito perfettamente che soprattutto da loro dipenderà un evoluzione per il meglio. Mi lasci dire che pure un'altra cosa abbiamo apprezzato...».

- Di cosa si tratta?

«È questa percezione di... questa domanda di assistenza, in senso lato ovviamente, che la gente ci pone anche solo guardandoci, chiedendoci delle cose. La gente vuole essere rassicurata vuole essere informata meglio. È veramente molto bello, è gratificante, perché il messaggio che deve passare è di continuare con questa grande coesione e consapevolezza».

- C'è stata una rappresentazione da parte del sindaco De Luca di una realtà nello Stretto come di un vero e proprio “assalto”. Ecco, dal suo punto di vista quella rappresentazione è reale o virtuale, cosa succede nello Stretto?

«Non che io non voglia parlare dello Stretto, l'ultimo dei miei pensieri è fare dichiarazioni che poi possono anche essere interpretate in chiave polemica. Mi posso limitare a dire che abbiamo gestito in silenzio tutta questa evoluzione degli eventi, perché l'unica cosa che ci interessa è la gestione concreta dei problemi di ordine e sicurezza. A me pare che i risultati siano sotto gli occhi di tutti. Non ci siamo entrati prima e non vogliamo entrarci adesso, però sotto il piano strettamente numerico è di tutta evidenza che i dati di cui parliamo subiscono una decurtazione molto ma molto consistente dopo le disposizioni regionali e statali. Uno solo: le “corse” quotidiane sono passate da 78 a 8, e sui dati abbiamo già fatto una serie di report che sono al vaglio degli organi competenti. E anche i controlli sui flussi, e questo non posso non dirlo ad onore di chi lavora sui varchi, sono da sempre svolti col massimo scrupolo, con verifiche su autodichiarazioni e destinazioni. Io le posso dire quello che facciamo noi, non se quello che dicono altri sia giusto o sbagliato, e mi faccia fermare qui».

- E dell'ormai famoso caso della Renault 4 che mi dice...

«Non voglio entrare nel merito di singoli episodi, voglio lasciare la valutazione sui campi generali che sono quelli che le ho appena detto prima».

- Secondo lei la mafia per ora che sta facendo in tempi di coronavirus?

«La mafia si comporta più o meno come si comportano anche gli altri attori sociali, attende e studia. Ovviamente dobbiamo essere sempre pronti ad attuare ogni tipo di prevenzione e di contromossa successiva. Abbiamo tutto ben chiaro, ci sono tutti gli strumenti normativi e professionali».

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